Sanzioni alla Russia: nuovo tetto dinamico al prezzo del petrolio

Jan 15, 2026 - 12:46
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Sanzioni alla Russia: nuovo tetto dinamico al prezzo del petrolio

Entra in vigore un nuovo meccanismo automatico e dinamico per il tetto al prezzo del petrolio greggio russo. A partire dal primo febbraio, il nuovo massimale è fissato a 44 dollari e 10 centesimi al barile, in ulteriore calo rispetto al precedente limite. Il nuovo sistema è stato introdotto nell’ambito del diciottesimo pacchetto di sanzioni dell’Unione europea e sostituisce il vecchio tetto fisso. Il meccanismo prevede che il prezzo massimo consentito sia sempre inferiore del 15 per cento rispetto al prezzo medio di mercato del greggio degli Urali, calcolato su un periodo di riferimento di ventidue settimane. L’obiettivo è rendere il tetto più efficace e più reattivo alle fluttuazioni dei mercati. I contratti stipulati in precedenza potranno continuare a essere eseguiti per un periodo transitorio di novanta giorni. La Commissione europea ha ribadito che limitare le entrate energetiche della Russia resta una priorità assoluta, per ridurre la capacità di Mosca di finanziare la guerra di aggressione contro l’Ucraina. Il tetto sui prezzi sarà riesaminato ogni sei mesi, con la possibilità di revisioni straordinarie in caso di cambiamenti significativi del mercato petrolifero.Il meccanismo del tetto al prezzo del petrolio russo è stato introdotto nel 2022 dalla coalizione del G7 ed è applicato al greggio e ai prodotti petroliferi trasportati via mare. In base alle regole in vigore, le imprese europee possono fornire servizi di trasporto e assicurazione solo se il petrolio russo viene venduto a un prezzo pari o inferiore al massimale stabilito. Secondo la Commissione europea, questo strumento è stato progettato per esercitare una pressione diretta sulle entrate petrolifere della Russia, evitando allo stesso tempo shock ai mercati energetici globali. Bruxelles mantiene un coordinamento costante con gli Stati membri e con i partner internazionali per garantire l’efficacia delle misure e la continuità delle forniture, in un contesto geopolitico ancora fortemente instabile.

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Filippo Giuffrida Ha cominciato la sua carriera giornalistica nel 1982, come giornalista presso Radio Riviera Tre. Dal 1989 collabora con Radio One e con l'agenzia stampa Hi News. Nel 1994 si è trasferito a Bruxelles come corrispondente per l'agenzia L’Altra News. Nel 2003 ha fondato l'agenzia stampa DSPRESS ed è stato nominato Redattore capo della rivista L'Incontro, nel 2010 ha assunto la direzione del periodico mensile La Lettre B. Direttore dell'Istituto Europeo di Studi Giuridici e di Comunicazione, dal febbraio 2019 è il corrispondente da Bruxelles dell'agenzia giornalistica 9 Colonne, diretta da Paolo Pagliaro. Membro fondatore di ITACA, è il direttore di RadioCom.tv, la prima web-radio in lingua italiana destinata alle comunità italiane all'estero, un progetto sostenuto dal Ministero degli Esteri. Nel 2013 ha vinto il Michel Vanderborght Award nella categoria giornalismo e nel 2020 ha vinto il Radnoty Award nella categoria giornalismo. È uno degli autori del libro "Lettere dall'Europa" e degli editorialisti del periodico quindicinale Patria Indipendente. Filippo Giuffrida è il pronipote dello scrittore e giornalista Leonida Rèpaci e del giornalista e politico Ottavio Pastore, che fu il primo direttore de l'Unità. Ex Presidente del Comitato Provinciale dell'ANPI del Belgio, è il Vicepresidente della FIR, Federazione Internazionale dei Resistenti.