Starmer: 'Pronti a lanciare aiuti su Gaza, faremo tutto il possibile'
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato che il Regno Unito è pronto a partecipare al lancio di aiuti umanitari su Gaza via aerea, dopo che Israele ha comunicato che consentirà operazioni internazionali di questo tipo nei prossimi giorni. “La notizia che Israele permetterà ai lanci aerei di aiuti arriva troppo tardi – ma faremo tutto il possibile per farli arrivare attraverso questa via”, ha scritto Starmer in un editoriale pubblicato sul quotidiano britannico “The Mirror”. Il premier ha inoltre dichiarato che Londra sta “accelerando urgentemente gli sforzi” per trasferire nel Regno Unito bambini palestinesi bisognosi di cure mediche urgenti. Due minori, già evacuati dall’Egitto con il supporto del progetto umanitario “Pure Hope”, sono stati accolti nel Paese a maggio. L’annuncio arriva mentre cresce la pressione politica sul governo affinché riconosca ufficialmente lo Stato di Palestina. Ieri, 220 deputati – oltre la metà sono laboristi, il partito di Starmer – hanno firmato una lettera congiunta che definisce il riconoscimento come un passo “potente e necessario” verso la soluzione dei due Stati. La Francia ha intanto annunciato che procederà in tal senso “entro pochi mesi”. In una dichiarazione precedente, successiva a una telefonata d’emergenza con il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, Starmer ha precisato che il riconoscimento della Palestina dovrebbe avvenire “nell’ambito di un piano più ampio che porti concretamente alla soluzione dei due Stati”. “Faremo tutto il possibile per fornire cibo e assistenza salvavita ai palestinesi – questa catastrofe umanitaria deve finire”, ha scritto Starmer ieri sera su X. Il Regno Unito ha già partecipato in passato a missioni di lancio di aiuti su Gaza, una modalità che le organizzazioni umanitarie ritengono inefficiente rispetto all’ingresso via terra. Nel 2024, il governo guidato dai conservatori aveva concordato con la Giordania il lancio congiunto di rifornimenti tramite aerei militari, inclusi alimenti, medicinali e carburante. La Royal Air Force, l’Aeronautica britannica, aveva poi effettuato direttamente undici missioni, consegnando oltre cento tonnellate di beni. Secondo media israeliani, Emirati Arabi Uniti e Giordania dovrebbero partecipare ai nuovi lanci, ma un alto funzionario giordano ha dichiarato all’emittente “Bbc” che l’autorizzazione formale da parte israeliana non è ancora stata concessa. Le Nazioni Unite hanno definito la misura un “diversivo rispetto all’inerzia” del governo israeliano. Il Programma alimentare mondiale ha lanciato l’allarme: quasi un terzo della popolazione di Gaza rimane senza cibo per giorni interi, mentre 90 mila donne e bambini necessitano urgentemente di cure per malnutrizione. Israele, che controlla i valichi e l’ingresso degli aiuti nel territorio palestinese, nega l’esistenza di un assedio e attribuisce le responsabilità della crisi umanitaria al movimento islamista Hamas.
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