Streaming: la Corte UE rafforza il diritto di recesso degli utenti
La Corte di giustizia dell'Unione europea ha stabilito stamane che gli utenti che sottoscrivono un abbonamento a un servizio di streaming personalizzato non possono essere privati del diritto di recesso entro quattordici giorni, anche se hanno accettato che il servizio venga attivato immediatamente. La decisione nasce da una controversia tra l'emittente austriaca Sky Österreich e un'associazione per la tutela dei consumatori. Al centro del caso c'era una clausola contrattuale che prevedeva la rinuncia automatica al diritto di recesso una volta iniziata la fruizione del servizio.
Secondo i giudici europei, quando una piattaforma non si limita a mettere a disposizione contenuti, ma adatta l'offerta in base alle preferenze dell'utente, ad esempio attraverso suggerimenti personalizzati, cronologia di visione o liste di contenuti, il servizio deve essere considerato un "servizio digitale" e non una semplice fornitura di contenuti digitali. Di conseguenza, il consumatore mantiene il diritto di ripensamento previsto dalla normativa europea. L'eventuale utilizzo del servizio durante questo periodo potrà comportare soltanto il pagamento di un importo proporzionato al tempo di utilizzo e, se necessario, al valore dei contenuti effettivamente fruiti.
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