'Svaligiato per la quarta volta', la testimonianza di Federico Rutali: i furti in casa diventano un'emergenza nazionale

Ott 9, 2025 - 04:43
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'Svaligiato per la quarta volta', la testimonianza di Federico Rutali: i furti in casa diventano un'emergenza nazionale

Per la quarta volta in pochi anni, Federico Rutali, 28 anni, avvocato, influencer e attivista, ha visto la propria abitazione svaligiata. “È stato come ricevere un colpo allo stomaco – racconta a Notizie.it – ho pianto, tremavo, non riuscivo a restare in quelle stanze che fino al giorno prima chiamavo casa”. Questa volta i ladri hanno agito mentre lui si trovava in vacanza, manomettendo l’allarme e lasciando dietro di sé non solo stanze a soqquadro, ma una ferita profonda: quella della sicurezza violata. La sua esperienza, dolorosa e ripetuta, non è un episodio isolato ma il riflesso di un problema che attraversa il Paese. Secondo i dati ISTAT, negli ultimi dieci anni i furti in abitazione sono aumentati del 127%. Oggi, in Italia, viene svaligiata una casa ogni tre minuti. Numeri che spiegano perché il 48% degli italiani indichi questo come il reato più temuto. “Un bene materiale si può ricomprare, un ricordo no”, dice Rutali. I ladri, nella sua casa, hanno puntato dritto alle camere da letto, portando via gioielli e oggetti personali. Non solo valore economico, ma frammenti di vita familiare. “Hanno portato via la mia identità – spiega – ciò che mi legava alle persone care. È questo il dolore più grande”. Il trauma non si limita all’atto del furto: è il dopo che cambia per sempre il rapporto con le mura domestiche. “Quello che dovrebbe essere rifugio diventa un posto in cui prevale l’ansia. Anche andare a letto non è più lo stesso: resti sempre in allerta”. Un’esperienza condivisa da migliaia di famiglie italiane, spesso invisibili nelle statistiche ma accomunate da un senso di vulnerabilità profonda. I social come arma a doppio taglio Rutali non nasconde l’altro lato della vicenda: la sua esposizione online. “Per lavoro ho condiviso spostamenti, viaggi, passioni. Ma oggi capisco che quella spontaneità può trasformarsi in fragilità”. Non sa se i ladri abbiano usato davvero le informazioni ricavate dai social, ma riconosce il rischio. Per questo ha deciso di cambiare abitudini: niente più pubblicazioni in tempo reale, maggiore attenzione a ciò che riguarda la sfera privata. “I social danno visibilità, ma possono diventare finestre aperte per i malintenzionati”. Il suo consiglio ai giovani – ma anche agli adulti – è chiaro: “Proteggete la vostra privacy. Una foto o un check-in possono sembrare innocui, ma diventare strumenti per chi vuole approfittarsene. Serve un’educazione digitale: non è un optional, è una necessità”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.