T&E, entro il 2035 oltre metà dei traghetti europei potrebbero diventare elettrici

Mar 11, 2026 - 00:09
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T&E, entro il 2035 oltre metà dei traghetti europei potrebbero diventare elettrici

Secondo un rapporto di Transport & Environment, entro il 2035 oltre la metà (60%) della flotta di traghetti dell'Unione Europea potrebbe essere elettrificata e più della metà (52%) potrebbe essere anche competitiva in termini di costi rispetto ai traghetti alimentati con combustibili fossili. Il documento evidenzia che nel 2023 i 1043 traghetti europei presi in esame da T&E, molti dei quali di piccole dimensioni, hanno emesso 13,4 milioni di tonnellate di CO2, l'equivalente di 6,6 milioni di automobili in un anno, e sono risultati responsabili di un inquinamento atmosferico maggiore da SOx di tutte le auto in principali città portuali europee come Barcellona, Dublino o Napoli. In particolare, Dublino è risultata la città portuale più inquinata d'Europa per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico causato dai traghetti, seguita da Las Palmas e Holyhead, situazione che è destinata a cambiare nel 2027 quando entreranno in vigore nuove Aree di Controllo delle Emissioni che limiteranno l'inquinamento atmosferico causato dai carburanti marittimi nell'Atlantico nord-orientale. Lo studio specifica che, tuttavia, nonostante misure simili già in vigore nel Mediterraneo, in città come Barcellona i traghetti inquinano emettendo 1,8 volte più SOx di tutte le auto della città. Il rapporto segnala che nel 2023 quattro porti italiani (Genova, Livorno, Palermo e Civitavecchia) rientravano tra i dieci porti europei con il più alto livello di inquinamento causato dai traghetti quanto ad emissioni di CO2. Inoltre, il rapporto sottolinea che i traghetti in Europa hanno un'età media di 26 anni e che, pertanto, ora è il momento di un rinnovamento ecologico della flotta. Il documento osserva che l'elettrificazione e l'ibridazione potrebbero ridurre le emissioni di CO2 dei traghetti fino al 42% e migliorare la qualità dell'aria nelle città portuali, riducendo al contempo i costi operativi. «L'elettrificazione - ha evidenziato Felix Klann, responsabile delle Politiche per il trasporto marittimo di T&E - ha senso dal punto di vista economico. I traghetti elettrici sono già più economici su molte tratte e nei prossimi anni lo diventeranno sempre di più». Lo studio formula sette raccomandazioni per consentire questa transizione e nel contempo per sostenere l'industria nazionale, a partire dall'estensione dei regolamenti europei EU ETS e FuelEU Maritime alle navi di stazza lorda superiore a 400 tonnellate, garantendo così la copertura dei segmenti di traghetti più elettrificabili, e dall'estensione del regolamento sulle infrastrutture per i combustibili alternativi (AFIR), al di là degli obblighi per i porti di dotarsi di infrastrutture per combustibili alternativi e per consentire l'elettrificazione delle banchine, includendovi gli impianti di Onshore Power Supply (OPS), ovvero le infrastrutture di ricarica delle navi. Inoltre, si invita a modificare le norme UE in materia di appalti per garantire un uso sostenibile delle risorse pubbliche, anche attraverso standard a zero emissioni, misura di cui potrebbero beneficiare i traghetti più piccoli che operano più spesso nel quadro di appalti pubblici o di obblighi di servizio, e si esorta ad includere la produzione di batterie ad uso marittimo negli obiettivi strategici di capacità produttiva, anche attraverso la strategia marittima industriale dell'UE. Infine, lo studio rileva che in base alle normative europee già vigenti i governi nazionali e regionali possono già utilizzare politiche chiave utilizzando le metodologie dell'offerta economicamente più vantaggiosa e del Green Public Procurement (GPP), riducendo le tasse e le imposte nazionali sull'elettricità fornita alle navi, come già previsto dalla direttiva sulla tassazione dell'energia, ed estendendo le Aree di Controllo delle Emissioni (ECA) alle regioni ultraperiferiche e ponendo fine alle deroghe specifiche per determinate rotte marittime.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.