Tunisia: altri fondi europei a un gruppo cinese, Crrc fornirà 18 treni per la linea di Tunisi

Lug 13, 2026 - 00:34
Lug 11, 2026 - 18:35
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Tunisia: altri fondi europei a un gruppo cinese, Crrc fornirà 18 treni per la linea di Tunisi

Pochi giorni dopo il contratto da 38,2 milioni di euro per cinque treni destinati alla linea Moknine-Mahdia, il gruppo statale cinese Crrc si aggiudica una seconda commessa ferroviaria in Tunisia sostenuta interamente da finanza pubblica a forte matrice europea. La Società dei trasporti di Tunisi (Transtu) ha firmato oggi con Crrc Nanjing Puzhen un accordo per la fornitura di 18 convogli elettrici destinati alla storica linea suburbana Tunisi-La Goulette-La Marsa. Il progetto, del valore complessivo di circa 90 milioni di euro, è finanziato con 45 milioni dalla Banca europea per gli investimenti (Bei) e con altri 45 milioni dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers). Il prestito della Bei è coperto dalla garanzia del bilancio dell’Unione europea nell’ambito del mandato per i finanziamenti esterni: in ultima istanza, quindi, il rischio ricade sulle risorse comuni alimentate dagli Stati membri. Anche la Bers, pur essendo una banca multilaterale con sede a Londra, ha una maggioranza del capitale detenuta congiuntamente dai Paesi dell’Ue, dall’Unione e dalla stessa Bei. L’Europa mette dunque credito e garanzie, ma la ricaduta industriale va ancora una volta a un campione pubblico cinese. Nel giro di poco più di una settimana, il colosso ferroviario cinese ha così ottenuto ordini per complessivi 23 treni elettrici da due aziende pubbliche tunisine: prima la Società nazionale delle ferrovie tunisine (Sncft), ora Transtu. Le due gare riguardano progetti differenti, ma ripropongono lo stesso paradosso industriale: sono le istituzioni finanziarie europee a sostenere l’ammodernamento delle infrastrutture tunisine, mentre la ricaduta produttiva principale finisce a un campione di Stato di Pechino. Non è tutto. La stessa logica si ritrova nel nuovo ponte di Biserta, infrastruttura da 2,07 chilometri affidata alla cinese Sichuan Road and Bridge. Il progetto beneficia di 123 milioni di euro concessi dalla Banca europea per gli investimenti e coperti dalla garanzia del bilancio dell’Unione europea, oltre a 122 milioni della Banca africana di sviluppo e a una sovvenzione di Bruxelles per gli studi preliminari. Nonostante la forte impronta finanziaria europea, il contratto di costruzione, pari al 79 per cento dell’investimento complessivo, è finito ancora una volta a un gruppo cinese. Il caso aveva già sollevato interrogativi nel novembre 2025, dopo il crollo nella provincia cinese del Sichuan di un ponte realizzato dalla stessa società e inaugurato appena dieci mesi prima. L’incidente non provocò vittime perché l’opera era stata chiusa dopo la comparsa di crepe e movimenti del terreno, ma riaccese il dibattito sulla coerenza delle politiche europee nel Mediterraneo. Bruxelles finanzia opere strategiche nel proprio vicinato, assumendone in parte il rischio attraverso il bilancio comune, mentre imprese sostenute dallo Stato cinese ne raccolgono i contratti, le commesse e il radicamento economico sul territorio. I nuovi convogli destinati alla linea Tunisi-La Goulette-La Marsa saranno lunghi 40 metri, climatizzati e dotati di sistemi di videosorveglianza e informazione ai passeggeri. Avranno una capacità di 400 persone, con 90 posti a sedere e spazi riservati alle persone a mobilità ridotta. Potranno raggiungere una velocità massima di 100 chilometri orari e consentire una frequenza iniziale di un treno ogni sei minuti nelle ore di punta e ogni dodici minuti nelle altre fasce. Il contratto comprende anche cinque anni di manutenzione, la fornitura di pezzi di ricambio e attrezzature tecniche e l’acquisto di un macchinario per la riprofilatura delle ruote. Con il completamento dell’intero programma di riqualificazione, i partner europei prevedono di portare la frequenza fino a una corsa ogni quattro minuti nelle ore di punta. Il progetto migliorerà un’infrastruttura essenziale per la mobilità della capitale tunisina, ma conferma anche il limite dell’attuale strategia europea nel Mediterraneo: da una parte Bruxelles conserva il ruolo di finanziatore e garante, dall’altra Pechino trasforma quelle stesse risorse in produzione, commesse e influenza economica.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore di Radiocom.tv