Unione Europea all’ONU: Daesh resta una grave minaccia globale alla pace e alla sicurezza

Feb 5, 2026 - 09:38
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Unione Europea all’ONU: Daesh resta una grave minaccia globale alla pace e alla sicurezza

L’Unione europea lancia un nuovo allarme sulla minaccia terroristica rappresentata da Daesh, definita ancora oggi un pericolo transnazionale serio e persistente per la pace e la sicurezza internazionale. Il messaggio è stato ribadito a New York, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in un intervento a nome dell’UE nel quale l’inviato speciale dell’UE per il terrorismo, Anna Strzaska, ha ribadito che Siria e Iraq continuano a essere il cuore operativo e ideologico dell’organizzazione jihadista. Particolare preoccupazione desta la situazione nel nord-est della Siria, dove campi e centri di detenzione che ospitano familiari, affiliati e combattenti di Daesh necessitano di un sostegno costante, sia sul piano umanitario sia su quello della sicurezza. L’obiettivo è evitare una rinascita del gruppo, garantire giustizia e responsabilità e contribuire a un ritorno alla stabilità. In questo contesto, l’Unione europea e i suoi Stati membri restano i principali donatori internazionali in Siria. L’UE ha sottolineato la responsabilità delle autorità siriane di transizione nel contrasto al terrorismo in tutte le sue forme, anche nel nord-est del Paese e sostenuto con forza riforme inclusive del settore della sicurezza, insieme a percorsi di giustizia e riconciliazione. Un ruolo chiave viene riconosciuto anche all’Iraq, chiamato a rafforzare le proprie capacità nella gestione dei combattenti detenuti, inclusi quelli trasferiti dalla Siria. Bruxelles chiede che la detenzione, i processi e i programmi di reintegrazione avvengano nel pieno rispetto degli standard internazionali. Parallelamente, l’Unione europea continua a sostenere programmi di rimpatrio, riabilitazione e reinserimento per ridurre la pressione sui territori siriani. Migliaia di donne, uomini e bambini sono già rientrati grazie al supporto europeo in aree come l’Iraq, l’Asia centrale e i Balcani occidentali.

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Filippo Giuffrida Ha cominciato la sua carriera giornalistica nel 1982, come giornalista presso Radio Riviera Tre. Dal 1989 collabora con Radio One e con l'agenzia stampa Hi News. Nel 1994 si è trasferito a Bruxelles come corrispondente per l'agenzia L’Altra News. Nel 2003 ha fondato l'agenzia stampa DSPRESS ed è stato nominato Redattore capo della rivista L'Incontro, nel 2010 ha assunto la direzione del periodico mensile La Lettre B. Direttore dell'Istituto Europeo di Studi Giuridici e di Comunicazione, dal febbraio 2019 è il corrispondente da Bruxelles dell'agenzia giornalistica 9 Colonne, diretta da Paolo Pagliaro. Membro fondatore di ITACA, è il direttore di RadioCom.tv, la prima web-radio in lingua italiana destinata alle comunità italiane all'estero, un progetto sostenuto dal Ministero degli Esteri. Nel 2013 ha vinto il Michel Vanderborght Award nella categoria giornalismo e nel 2020 ha vinto il Radnoty Award nella categoria giornalismo. È uno degli autori del libro "Lettere dall'Europa" e degli editorialisti del periodico quindicinale Patria Indipendente. Filippo Giuffrida è il pronipote dello scrittore e giornalista Leonida Rèpaci e del giornalista e politico Ottavio Pastore, che fu il primo direttore de l'Unità. Ex Presidente del Comitato Provinciale dell'ANPI del Belgio, è il Vicepresidente della FIR, Federazione Internazionale dei Resistenti.