“Wall Street Journal”: Il blocco navale dei Caraibi imita le opzioni militari Usa in Iran
Il rafforzamento della presenza militare nei Caraibi decretato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo scorso autunno, in vista del recente intervento militare contro il Venezuela, sta ora limitando le opzioni militari statunitensi nell’eventualità di un confronto militare con l’Iran. Secondo funzionari del dipartimento della Guerra citati dal quotidiano “Wall Street Journal”, il Pentagono schiera ad oggi 12 navi da guerra nei Caraibi contro sei in Medio Oriente, e nessuna portaerei si trova in Medio Oriente né in Europa: una disposizione delle forze inusuale in un contesto di fortissima tensione con la Repubblica islamica.
L’assenza di una portaerei riduce la capacità di risposta rapida e la protezione delle forze Usa nella regione, anche se Washington mantiene la possibilità di colpire l’Iran con missili Tomahawk, caccia schierati in Paesi mediorientali alleati e bombardieri a lungo raggio dagli Stati Uniti o dall’Europa. Funzionari ed ex comandanti consultati dal “Wall Street Journal” riferiscono che l’infrastruttura militare resta solida, ma che la ridotta presenza navale comporterebbe in caso di conflitto maggiori rischi operativi.
Alla Casa Bianca, Trump ha segnalato un possibile allentamento della pressione militare, affermando che Teheran avrebbe fermato la repressione più violenta delle proteste. Restano comunque “molte opzioni sul tavolo”, incluse misure non militari come operazioni cibernetiche e nuove sanzioni.
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