Wall Street Journal: nasce Project Sunrise, il piano Usa per trasformare Gaza in una metropoli di lusso
Un team guidato dal genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, e dall’inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff ha elaborato un progetto per convertire la Striscia di Gaza in una metropoli con resort di lusso, linee ferroviarie ad alta velocità e reti intelligenti ottimizzate dall’intelligenza artificiale. Lo rivela il “Wall Street Journal”. Il “Project Sunrise”, secondo il quotidiano statunitense, è stato già presentato ai governi stranieri e investitori per trasformare Gaza in una destinazione costiera futuristica. Il piano, che delinea tutti i passaggi per la trasformazione dell’enclave palestinese, è contenuto in un PowerPoint di 32 pagine corredate da immagini di grattacieli sul mare e da grafici e tabelle sui costi.
La presentazione è classificata come “sensibile ma non classificata” e non entra nei dettagli su quali Paesi o aziende finanzierebbero la ricostruzione di Gaza, né specifica dove vivrebbero i due milioni di residenti palestinesi. Secondo funzionari statunitensi, gli Stati Uniti hanno mostrato le slide a potenziali Paesi donatori, tra cui alcuni ricchi regni del Golfo, Turchia ed Egitto. Secondo la bozza, il progetto avrebbe un costo complessivo di 112,1 miliardi di dollari in dieci anni, e gli Stati Uniti si impegnerebbero a fungere da “ancora” sostenendo circa 60 miliardi di dollari tra sovvenzioni e garanzie sul debito per “tutti i filoni di lavoro previsti” in quel periodo. In seguito, secondo la proposta, Gaza potrebbe autofinanziare molti progetti negli anni successivi al piano ed eventualmente ridurre il debito, man mano che i miglioramenti alimentano l’industria locale e l’economia più ampia.
Kushner, Witkoff, l’alto consigliere della Casa Bianca Josh Gruenbaum e altri funzionari statunitensi hanno messo insieme la proposta negli ultimi 45 giorni, hanno riferito fonti ufficiali, aggiungendo che sono stati ricevuti contributi da funzionari israeliani, esponenti del settore privato e appaltatori. I sostenitori del progetto insistono sul fatto che lasciare Gaza sottosviluppata e permettere a una crisi umanitaria crescente di aggravarsi rappresenti un’alternativa di gran lunga peggiore, aggiungendo che è preferibile realizzare la visione di Trump di trasformare Gaza nella “Riviera del Medio Oriente”. La proposta, secondo il quotidiano statunitense, riconosce già nella seconda pagina che la ricostruzione di Gaza dipende dal fatto che Hamas “si demilitarizzi e dismetta tutte le armi e i tunnel”. Se le condizioni di sicurezza lo consentiranno, hanno affermato funzionari dell’amministrazione Trump, il piano potrebbe essere messo in atto già entro due mesi. Una slide, intitolata “New Rafah”, prevede che l’area diventi la “sede del governo” di Gaza e ospiti oltre 500 mila residenti. Essi vivrebbero in una città con più di 100 mila unità abitative, oltre 200 scuole, più di 75 strutture sanitarie e 180 moschee e centri culturali.
Qual è la tua reazione a questa notizia?