'Abbiamo ricevuto il tuo curriculum': come funziona la nuova truffa telefonica diffusissima in Italia

Ago 19, 2025 - 00:13
 0  68
'Abbiamo ricevuto il tuo curriculum': come funziona la nuova truffa telefonica diffusissima in Italia

Nel nostro Paese nelle ultime settimane è diventata diffusissima una nuova truffa telefonica: “Abbiamo ricevuto il tuo curriculum“. Ecco cosa c’è da sapere. Nel caso riceviate una chiamata con una voce registrata, o un messaggio, che dice “abbiamo ricevuto il tuo curriculum, aggiungici su WhatsApp per parlare di lavoro“, dovete stare molto attenti perché si tratta della nuova truffa divenuta diffusissima in Italia nelle ultime settimane. Il numero di provenienza è spesso italiano, e questo può far credere a tante persone che la chiamata o il messaggio sia reale. Se infatti l’inganno può essere scoperto facilmente da chi non sta cercando lavoro e non ha quindi inviato alcun curriculum, chi invece lo ha fatto può essere facilmente tratto in inganno. Adesso vediamo insieme come funziona questa truffa e cosa si rischia. Secondo diverse testimonianze, la nuova truffa telefonica funziona in diversi modi. Può arrivare direttamente un messaggio oppure si può ricevere una chiamata, dove un interlocutore si finge un datore di lavoro e promette impiego a chi risponde. L’unico scopo in realtà è quello di estorcere dati personali al mal capitato. Spesso capita che viene mandato un link direttamente su WhatsApp che rimanda a dei moduli da compilare, altre volte l’interlocutore invita a fare degli investimenti online. Il rischio di abboccare è non solo quello di furto dei dati ma anche di beccarsi dei virus. Se ricevete quindi messaggi del genere non rispondete, nel caso in cui stiate cercando lavoro verificate prima che il messaggio sia autentico e che non sia proprio la truffa che sta girando in questi giorni. Ma soprattutto meglio sempre evitare di cliccare su link da numeri sconosciuti e di inviare denaro a piattaforme sconosciute. Inoltre è bene ricordare che potete segnalare all’Ufficio Postale i numeri sospetti. Immagina di tornare indietro nel tempo, precisamente nel 2008. Era un periodo in cui la televisione italiana si trovava in un momento cruciale, dominata da due giganti: Pippo Baudo e Maria De Filippi. In un’illustre conferenza stampa, Baudo, famoso per la sua schiettezza, non ha esitato a lanciare critiche feroci verso il programma di De Filippi, ‘C’è Posta Per Te’. «Mediaset dovrebbe chiudere quel programma», ha dichiarato, mettendo in evidenza il suo approccio diretto e il desiderio di offrire un’alternativa di qualità al pubblico. Ma la vera domanda è: come si è sviluppata questa sfida? 1. Le dichiarazioni infuocate di Pippo Baudo Durante la presentazione del suo programma ‘Serata d’Onore’, Pippo non ha avuto peli sulla lingua. Ha tracciato una netta distinzione tra i suoi contenuti e quelli di De Filippi, affermando che il suo show non sarebbe stato pacchiano, ma di classe. «Io non temo la sfida, faccio tv di qualità», ha affermato con fermezza, aggiungendo che alla fine sarebbe stato il pubblico a decidere quale programma premiare. Con un linguaggio provocatorio, ha paragonato Maria a una corazzata, insinuando che anche le corazzate possano affondare. La sua sicurezza era palpabile, ma la verità si è rivelata ben diversa. Quali sorprese ci riservava il destino?

Qual è la tua reazione a questa notizia?

like

dislike

love

funny

angry

sad

wow

Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.