Attivisti chiusi nei bagagliai durante le proteste in Kenya, polemiche sulla polizia
La polizia del Kenya ha arrestato dieci attivisti che denunciavano il presunto sequestro di colleghi durante le proteste, rinchiudendone cinque dentro i bagagliai delle auto di servizio. Lo hanno denunciato ai media attivisti ed oppositori del governo, sostenendo che arresti di questo tipo vengono regolarmente effettuati in Kenya. Parlando alla stampa, il governatore della contea occidentale di Siaya, James Orengo, ha deplorato gli arresti, confermando che altri fermi sono stati effettuati con la forza nella notte fra lunedì e martedì. La versione è stata confermata anche dall’attivista Collins Otieno, già arrestato in precedenza durante delle proteste. “Questo è un regime canaglia”, ha detto in riferimento al governo del presidente William Ruto. In conferenza stampa, ieri il comandante della polizia di Nairobi, Issa Mohamud, ha confermato l’arresto di dieci persone senza far riferimento alle accuse di abuso della forza. “Non abbiamo registrato morti o feriti, ma abbiamo arrestato dieci persone (…). Saranno accusate di ostruzione alla giustizia e altri reati correlati”, ha dichiarato il comandante. Secondo i media locali, almeno cinque arresti sono avvenuti nel centro di Nairobi mentre il gruppo di attivisti parlava con dei giornalisti, senza gridare slogan o sventolare striscioni. Decine di agenti in uniforme e in borghese hanno partecipato all’arresto degli attivisti.
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