Cala l’interscambio tra Italia e Libia nel primo semestre 2025, flessione per petrolio e gas

Ott 10, 2025 - 07:05
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Cala l’interscambio tra Italia e Libia nel primo semestre 2025, flessione per petrolio e gas

L’interscambio commerciale tra Italia e Libia ha registrato una diminuzione nel primo semestre del 2025, trainata dal calo delle importazioni di petrolio e gas naturale, principali voci degli scambi bilaterali, accompagnato da un parziale riequilibrio del saldo commerciale a favore dell’Italia. Secondo i dati dell’Agenzia Ice, elaborati su base Istat e visti da “Agenzia Nova”, tra gennaio e giugno 2025 il valore complessivo degli scambi è stato di 4,76 miliardi di euro, in calo del 21 per cento rispetto ai 6,02 miliardi di euro dello stesso periodo del 2024. Le importazioni italiane dalla Libia, costituite in gran parte da prodotti energetici, sono diminuite del 25,3 per cento in valore, passando da 4,25 miliardi di euro nel primo semestre 2024 a 3,17 miliardi di euro nel 2025. La contrazione riguarda soprattutto il petrolio greggio, le cui forniture sono scese da 6,5 miliardi di euro nel 2023 a 3,3 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2025. In termini di quantità, le importazioni di greggio si sono ridotte da 8,97 milioni di tonnellate nel primo semestre 2024 a 7,56 milioni di tonnellate nel 2025, pari a una diminuzione del 15,7 per cento. Le importazioni di gas naturale mostrano invece una lieve crescita in valore, pari a 267 milioni di euro (+3 per cento), ma una flessione in quantità, da 201 mila tonnellate equivalenti di petrolio (tep) nel primo semestre 2024 a 193 mila tep nel 2025 (-4 per cento). Anche le esportazioni italiane verso la Libia hanno registrato una flessione, pari al 14,4 per cento, per un valore complessivo di circa 1,6 miliardi di euro. Sul fronte opposto, le esportazioni italiane verso la Libia hanno raggiunto un valore complessivo di 1,6 miliardi di euro, in diminuzione del 14,4 per cento rispetto ai primi sei mesi del 2024. L’andamento, tuttavia, risulta eterogeneo tra i diversi comparti produttivi. I prodotti della raffinazione del petrolio, principale voce dell’export italiano verso Tripoli, si attestano a 354 milioni di euro, in calo del 22 per cento, mentre le macchine di impiego generale registrano un valore di 41 milioni di euro, in flessione del 6 per cento. In controtendenza, le apparecchiature di cablaggio segnano un lieve aumento del 4 per cento, raggiungendo 64 milioni di euro, così come i prodotti alimentari trasformati e le bevande, che crescono del 5 per cento attestandosi a 32 milioni di euro, e i prodotti farmaceutici, che mostrano un incremento del 7 per cento con un valore di 24 milioni di euro. Più contenuti i risultati nei settori dei macchinari elettrici e di precisione, pari a 36 milioni di euro (-3 per cento), dei veicoli e mezzi di trasporto, scesi a 21 milioni di euro (-11 per cento), e dei materiali per costruzioni e metallurgia, in diminuzione del 9 per cento con un valore di 18 milioni di euro. Il saldo commerciale tra i due Paesi, pur rimanendo negativo per l’Italia, mostra un netto miglioramento: il disavanzo si è ridotto da 4,25 miliardi di euro nel primo semestre 2024 a circa 2,7 miliardi di euro nel 2025, grazie al calo più marcato delle importazioni rispetto alle esportazioni. Il rallentamento dell’interscambio riflette la contrazione del settore energetico, che tradizionalmente rappresenta oltre l’80 per cento del valore degli scambi bilaterali. Alcuni comparti manifatturieri italiani – in particolare la meccanica industriale, la componentistica elettrica e l’alimentare – mostrano invece segnali di tenuta, sostenuti dai progetti di ricostruzione e di ammodernamento in corso nel Paese nordafricano. Nonostante la diminuzione complessiva, l’Italia si conferma tra i principali partner commerciali della Libia, anche se la riduzione delle forniture di petrolio e gas e la volatilità del settore energetico continuano a influenzare i volumi di scambio.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.