Famiglia nel bosco: 'La decisione ci spezza il cuore, faremo ricorso'

Sep 8, 2026 - 00:16
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Famiglia nel bosco: 'La decisione ci spezza il cuore, faremo ricorso'

Una decisione che ci ha spezzato il cuore": Catherine e Nathan, i genitori dei tre bambini della famiglia nel bosco, commentano così in un video in italiano la decisione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila dei giorni scorsi che ha avviato il percorso per il graduale ricongiungimento dei minori con la famiglia. La coppia ha annunciato il il ricorso contro il provvedimento, mentre il loro legale Simone Pillon denuncia "l'inerzia" dei servizi sociali nell'attuazione delle disposizioni dei giudici. Il provvedimento del Tribunale prevede un percorso a tappe, con il rientro graduale a Palmoli e il monitoraggio dei servizi sociali, chiamati a verificare il reinserimento dei minori. Secondo Pillon, a diversi giorni dal deposito della decisione non sarebbe però ancora stato avviato il programma di rientro dei tre bambini, che dallo scorso novembre si trovano nella casa-famiglia di Vasto, né sarebbe stata fissata una data per l'incontro tra i soggetti coinvolti. Il legale riferisce di avere chiesto una riunione per affrontare gli aspetti pratici del percorso e sostiene che tutrice, curatrice e medici della Neuropsichiatria infantile di Atessa abbiano dato immediatamente la propria disponibilità, mentre il Servizio sociale affidatario avrebbe rinviato. Nel video i genitori ricordano che i tre figli sono separati dalla famiglia da dieci mesi. "Dovranno fare avanti e indietro senza una chiara prospettiva per il loro futuro, rimanendo in una casa famiglia chissà per quanto tempo", affermano. "Rimaniamo convinti - sottolineano - dell'urgenza di riportare i nostri preziosi bambini alla sicurezza, alle cure e all'amore della loro famiglia". La coppia esprime inoltre "profonda preoccupazione" per la salute e il benessere dei figli e sostiene che i medici che li seguono abbiano indicato nel ritorno immediato a casa l'unico modo per ridurre i rischi per la loro salute. "Tutto ciò è stato ignorato", accusano. Da qui la decisione di fare ricorso, chiedendo che siano considerate "le esigenze di salute dei figli e il nostro e il loro diritto all'istruzione domiciliare". I genitori contestano l'iscrizione alla scuola pubblica, spiegando di avere presentato un programma dettagliato di istruzione domiciliare, simile a quello seguito finora anche in casa-famiglia. "Abbiamo scelto l'Italia - affermano - per le sue libertà e i diritti che tutelano migliaia di famiglie" che hanno optato per l'istruzione parentale, ribadendo la volontà di continuare a collaborare con le persone e le realtà coinvolte nella vicenda.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.