Indonesia: proteste contro la polizia, tre morti nell’incendio del municipio di Makassar
Almeno tre persone sono rimaste uccise in un incendio scoppiato ieri, 29 agosto, nell’edificio del consiglio municipale di Makassar, capoluogo della provincia di Sulawesi Meridionale, in Indonesia. Lo ha riferito ai media locali oggi, 30 agosto, il segretario del consiglio comunale, Rahmat Mappatoba, precisando che le vittime sono due dipendenti dell’amministrazione locale e un funzionario pubblico. Due persone sono morte sul posto e una in ospedale, mentre almeno altre quattro persone risultano ferite e ricoverate. Secondo le autorità, l’incendio è stato provocato dai manifestanti che hanno fatto irruzione nell’edificio durante le proteste esplose in diverse città indonesiane per la morte di un autista di motociclo a noleggio, investito da un veicolo della polizia antisommossa. “Di solito i dimostranti si limitano a lanciare pietre o a bruciare copertoni davanti agli uffici. Non era mai accaduto che entrassero e appiccassero un incendio”, ha dichiarato Mappatoba. Le manifestazioni sono arrivate ieri anche nella capitale Giacarta e in numerosi altri centri del Paese, fra cui Yogyakarta, Bandung, Semarang, Surabaya e Medan. Nella capitale centinaia di persone si sono radunate davanti alla sede del corpo speciale Brigata mobile (Brimob), accusato della morte dell’autista 27enne Affan Kuniawan. I dimostranti hanno lanciato petardi, mentre le forze dell’ordine hanno risposto con gas lacrimogeni. La polizia ha reso noto di aver fermato per interrogatorio sette agenti in relazione all’incidente mortale. Intanto le proteste di Makassar hanno avuto momenti di particolare violenza anche davanti al consiglio provinciale, dove i manifestanti hanno cercato di sfondare i cancelli e lanciare molotov. Gli scontri rappresentano la più grave ondata di disordini dall’inizio della presidenza di Prabowo Subianto, insediatosi meno di un anno fa. Il capo dello Stato è intervenuto ordinando un’indagine, invitando alla calma e recandosi a far visita alla famiglia del giovane autista. Il governo, già criticato per i tagli di bilancio finalizzati a finanziare programmi popolari come la distribuzione di pasti gratuiti per un miliardo di dollari, affronta ora un difficile banco di prova politico e sociale.
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