Iran, il nipote di Khomeini: “Dopo la guerra inizi il grande jihad contro le divisioni interne”
Dopo la conclusione della guerra, l’Iran deve abbandonare le divisioni interne e avviare una nuova fase fondata sull’unità nazionale. Lo ha dichiarato Hassan Khomeini, nipote del fondatore della Repubblica islamica Ruhollah Khomeini e custode del mausoleo a lui dedicato, secondo quanto riferito dal sito iraniano “Jamaran”. Intervenendo durante un incontro con i dirigenti del ministero dell’Agricoltura, Khomeini ha descritto i 39 giorni di conflitto con Stati Uniti e Israele come un “jihad minore”, sostenendo che da oggi debba cominciare il “jihad maggiore” necessario a preservare quella che ha definito la vittoria dell’Iran. Nella tradizione islamica richiamata da Khomeini, il “jihad minore” indica la lotta contro un nemico esterno, mentre il “jihad maggiore” consiste nello sforzo compiuto da ciascun individuo contro egoismi, rivalità e debolezze interiori.
“Per conservare la vittoria dobbiamo iniziare il jihad maggiore da noi stessi”, ha affermato Khomeini. “Dobbiamo abbandonare gli scontri inutili, che sono il risultato degli egoismi, ed essere più umili nei confronti della popolazione”, ha aggiunto. Secondo il nipote del fondatore della Repubblica islamica, la società iraniana avrebbe dimostrato durante il conflitto di possedere capacità di resistenza superiori alle aspettative. “Quando tutti abbiamo resistito insieme, abbiamo raggiunto il risultato”, ha dichiarato Khomeini, sostenendo che l’Iran sia uscito vincitore dalla guerra. Khomeini ha inoltre affermato che Teheran è riuscita, attraverso una gestione accorta, a superare il blocco marittimo imposto durante le ostilità. “Un’azione di questo tipo può mettere in ginocchio anche i giganti del mondo”, ha detto, senza fornire ulteriori dettagli sulle misure adottate dalle autorità iraniane.
Le dichiarazioni sono giunte mentre all’interno del sistema politico iraniano prosegue il confronto sul memorandum d’intesa raggiunto con gli Stati Uniti. Il documento è stato firmato elettronicamente domenica 14 giugno a Islamabad e dovrebbe essere sottoscritto formalmente venerdì, durante una cerimonia in Svizzera. Diversi deputati e organi di stampa ultraconservatori hanno criticato la mancata pubblicazione del testo e chiesto che l’intesa venga sottoposta all’approvazione del parlamento. L’intervento di Khomeini appare invece come un invito a contenere le dispute interne e a evitare che il dibattito sull’accordo approfondisca le divisioni politiche emerse dopo la guerra.
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