Iran, Teheran apre un nuovo fronte: attacchi informatici alle aziende tech
Quando mercoledì scorso migliaia di dipendenti della società americana di tecnologia medica Stryker hanno acceso i computer di lavoro, i sistemi non funzionavano. Telefoni aziendali e laptop erano stati bloccati durante la notte e in alcuni casi i dispositivi risultavano completamente cancellati, impedendo l’accesso alle piattaforme interne dell’azienda. Sulle pagine di accesso è apparso il logo di Handala, un gruppo di hacker che diversi analisti occidentali collegano all’Iran. Il collettivo ha rivendicato l’operazione e l’ha presentata come risposta agli attacchi militari contro il Paese. Stryker impiega circa 56.000 persone e produce protesi ortopediche, strumenti chirurgici e sistemi robotici per gli ospedali. L’episodio arriva mentre il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran si allarga oltre il piano militare, dopo quasi due settimane di bombardamenti e attacchi con droni nella regione. Negli stessi giorni media vicini ai Guardiani della Rivoluzione hanno indicato diverse aziende tecnologiche americane come possibili obiettivi, mentre funzionari militari statunitensi hanno riconosciuto che operazioni informatiche hanno accompagnato le prime fasi dell’offensiva contro Teheran. Sullo sfondo resta anche un’allerta diffusa dall’Fbi alla fine di febbraio, che segnala informazioni non verificate su un possibile piano iraniano per colpire obiettivi in California con droni lanciati da una nave al largo della costa occidentale. Per molti analisti, l’attacco contro Stryker è uno dei primi segnali di come la guerra stia coinvolgendo anche aziende e infrastrutture civili.
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