Italia-Marocco: 100 anni di Agenzia Ice, investimenti e commercio al centro del partenariato

Apr 23, 2026 - 00:43
Apr 20, 2026 - 15:48
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Italia-Marocco: 100 anni di Agenzia Ice, investimenti e commercio al centro del partenariato

Oltre 300 imprese italiane attive in Marocco, uno stock di investimenti diretti esteri superiore ai 500 milioni di euro e un interscambio commerciale che nel 2025 ha raggiunto quasi cinque miliardi di euro complessivi: sono questi i principali indicatori che fotografano la crescente centralità del Regno nel sistema delle relazioni economiche italiane nell’area mediterranea. “La promozione economica rappresenta non solo un sostegno alle imprese, ma uno strumento essenziale di presenza e di relazione tra Paesi”, ha dichiarato l’ambasciatore d’Italia in Marocco, Pasquale Salzano, in occasione delle celebrazioni per il centenario dell’Italian Trade Agency (Agenzia Ice), sottolineando il ruolo strategico dell’ente nella proiezione internazionale del sistema produttivo italiano. L’Agenzia Ice è l’ente pubblico economico incaricato di sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane, promuovendo e facilitando i rapporti economici e commerciali con i mercati esteri. Opera sotto la vigilanza del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci) e in stretta sinergia con il ministero delle Imprese e del Made in Italy, fungendo da raccordo tra istituzioni e tessuto produttivo. Attraverso il supporto alle Pmi, la promozione del Made in Italy nelle principali fiere internazionali, le attività di attrazione degli investimenti esteri e i programmi di formazione per giovani e manager, l’Ice si conferma un attore chiave della competitività italiana sui mercati globali, grazie anche a una rete di uffici presente in circa 70 Paesi e a un’integrazione strutturata con ambasciate e consolati. “Anche qui in Marocco, questo impegno si traduce ogni giorno in iniziative concrete, in collaborazione con tutta la rete del Sistema Italia”, ha ribadito Salzano, richiamando la continuità storica della missione dell’Agenzia, “un percorso lungo cent’anni che continua a evolvere, con la stessa vocazione di apertura e di connessione con il mondo”. “Un secolo di presenza, di lavoro sui mercati, di accompagnamento alle imprese italiane nel mondo”, ha aggiunto l’ambasciatore, indicando il Marocco come esempio emblematico di questa strategia di lungo periodo. Secondo i dati più recenti dell’Osservatorio economico del Maeci e dell’Agenzia Ice, nel Paese sono attive oltre 300 imprese italiane, con una presenza articolata che comprende grandi gruppi industriali e un ampio tessuto di Pmi. La distribuzione geografica degli investimenti si concentra lungo il corridoio Casablanca–Tangeri–Kenitra, piattaforma strategica per logistica, produzione e accesso ai mercati internazionali. Nel comparto industriale, l’automotive rappresenta uno dei pilastri della cooperazione bilaterale. Stellantis è presente con lo stabilimento di Kenitra, dove è prevista nel 2026 la produzione della nuova “Grande Panda”, mentre attorno al polo si sviluppa un indotto di componentistica italiana che include realtà riconducibili a Magneti Marelli. Nel settore energetico, Enel Green Power è impegnata nello sviluppo di progetti legati alle rinnovabili, in particolare eolico e solare, in linea con la strategia di transizione energetica del Regno. Nel comparto infrastrutturale, Webuild (ex Salini Impregilo) partecipa alla realizzazione di grandi opere idrauliche e dighe, mentre nel tessile e abbigliamento si conferma la presenza di gruppi come Miroglio Group. Accanto ai grandi player, un ruolo crescente è svolto dalle Pmi italiane attive nelle tecnologie per la trasformazione alimentare, comparto in espansione sul mercato marocchino. Il rafforzamento della presenza industriale si inserisce in un quadro macroeconomico favorevole agli investimenti, che consolida il Marocco come hub produttivo e commerciale verso l’Africa. Particolare attenzione è oggi rivolta ai settori della decarbonizzazione industriale e della transizione energetica, dove il know-how tecnologico italiano continua a registrare una domanda crescente. Sul piano degli scambi, i dati elaborati da Istat e dall’Osservatorio Info mercati esteri aggiornati ad aprile 2026 indicano un export italiano verso il Marocco pari a circa 2,995 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 2,770 miliardi del 2024. Il Regno si conferma 40mo mercato di destinazione per l’Italia e settimo fornitore, con una quota del 4,4 per cento. Le importazioni italiane dal Marocco si attestano invece a circa 1,757 miliardi di euro, con il Paese nordafricano che si posiziona come 47mo fornitore e sesto cliente dell’Italia (quota del 4,1 per cento). Il saldo commerciale resta ampiamente positivo per Roma, con un surplus di circa 1,238 miliardi di euro. A livello merceologico, l’export italiano è trainato dai macchinari e apparecchiature, comparto strategico a sostegno dei processi di industrializzazione marocchina. Sul versante delle importazioni, prevalgono i mezzi di trasporto – in particolare automotive e componentistica – per circa 926 milioni di euro, e i prodotti alimentari per circa 391 milioni. Accanto ai flussi commerciali, si rafforza anche la dimensione finanziaria e industriale della relazione bilaterale: gli investimenti diretti esteri del Marocco in Italia si attestano intorno ai 74 milioni di euro, mentre le prospettive di cooperazione si concentrano sempre più su energie rinnovabili e agroindustria, settori considerati ad alto potenziale di sviluppo congiunto.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.