La Cina avverte: 'Pronti a stroncare qualsiasi ingerenza straniera su Taiwan'

Nov 27, 2025 - 00:30
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La Cina avverte: 'Pronti a stroncare qualsiasi ingerenza straniera su Taiwan'

La Cina si è detta pronta a “stroncare qualsiasi ingerenza straniera” nelle questioni legate a Taiwan, dopo che il Giappone ha annunciato l’intenzione di schierare missili sulla vicina isola di Yonaguni. “Abbiamo ferma volontà, forte determinazione e forte capacità di difendere la nostra sovranità nazionale e l’integrità territoriale”, ha dichiarato il portavoce dell’Ufficio cinese per gli Affari di Taiwan, Peng Qingen, nel corso di una regolare conferenza stampa a Pechino. “Il dispiegamento di armi offensive da parte del Giappone in aree adiacenti alla regione cinese di Taiwan è estremamente pericoloso, poiché crea deliberatamente tensioni regionali e provoca uno scontro militare”, ha affermato il portavoce. Pechino considera Taiwan un proprio territorio e non ha escluso l’uso della forza per prenderne il controllo. Il governo dell’isola respinge la rivendicazione di sovranità cinese e afferma che solo il popolo di Taiwan può decidere del proprio futuro. Il dispiegamento dei missili è stato annunciato dal ministro della Difesa giapponese, Shinjiro Koizumi, il 23 novembre. “Il dispiegamento può contribuire a ridurre il rischio di un attacco armato contro il nostro Paese”, ha dichiarato il ministro ai giornalisti, durante la sua prima visita alla base militare di Yonaguni. Il Giappone intende posizionare sull’isola missili superficie-aria a medio raggio, nell’ambito del più ampio rafforzamento della rete di difesa sulle isole meridionali. La decisione riflette le preoccupazioni di Tokyo per la crescente potenza militare della Cina e per l’eventualità di uno scontro legato a Taiwan. Tali timori sono aumentati dopo la recente polemica su alcune dichiarazioni della prima ministra Sanae Takaichi. Il 7 novembre, Takaichi aveva ipotizzato in termini teorici la possibilità di un intervento militare giapponese con altri Paesi in caso di attacco cinese a Taiwan, provocando un duro contraccolpo diplomatico ed economico da parte di Pechino, che continua a chiedere che la leader giapponese ritratti le sue affermazioni. Interrogato sulle possibili conseguenze per Yonaguni in caso di crisi a Taiwan, Koizumi ha evitato commenti su scenari ipotetici. Prima di raggiungere Yonaguni, il ministro ha visitato anche le basi delle isole di Ishigaki e Miyako: la prima dispone di missili antinave, mentre la seconda ospita strutture per la sorveglianza aerea e depositi di munizioni. Ulteriori installazioni giapponesi e statunitensi si trovano sulla più grande isola di Okinawa, più a est. Oltre a essere una meta turistica, soprattutto per le immersioni, Yonaguni ospita un radar di sorveglianza e un’unità di guerra elettronica introdotta nel 2024, capace di disturbare comunicazioni e sistemi di guida nemici. Nelle scorse settimane l’esercito statunitense ha simulato il trasferimento di rifornimenti da Okinawa a Yonaguni per testare la creazione di una base avanzata in caso di crisi regionale. La vulnerabilità dell’isola era emersa già nel 2022, quando la Cina aveva risposto alla visita a Taiwan dell’allora presidente della Camera statunitense Nancy Pelosi con vaste esercitazioni militari: alcuni missili balistici erano caduti poco a sud di Yonaguni. Durante un incontro con il sindaco dell’isola, Koizumi ha ribadito che il Giappone deve rafforzare la propria deterrenza, potenziando le capacità delle Forze di autodifesa e approfondendo la cooperazione con gli Stati Uniti. “Oggi il Giappone affronta l’ambiente di sicurezza più grave e complesso dalla fine della Seconda guerra mondiale”, ha dichiarato. “Per proteggere la vita pacifica del nostro popolo – inclusi gli abitanti di Yonaguni – dobbiamo rafforzare le capacità delle Forze di autodifesa”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.