La Commissione riferisce sui progressi compiuti nell'attuazione del patto sulla migrazione e l'asilo
La Commissione europea fa il punto sull’avanzamento del Patto sulla migrazione e l’asilo, evidenziando progressi significativi da parte degli Stati membri nell’applicazione del nuovo sistema comune europeo, anche se restano ancora passaggi fondamentali da completare prima della piena operatività prevista. Entrato in vigore nel maggio 2024, il Patto rappresenta una profonda revisione delle politiche europee su migrazione e asilo, introducendo un quadro condiviso che punta a rafforzare la protezione delle frontiere esterne, rendere più rigorose ed eque le procedure di asilo e bilanciare meglio solidarietà e responsabilità tra i Paesi dell’Unione. Secondo Bruxelles, la maggior parte degli Stati membri sta avanzando nell’adeguamento delle legislazioni nazionali, nella creazione di procedure obbligatorie di controllo alle frontiere, nell’istituzione di meccanismi indipendenti per il monitoraggio dei diritti fondamentali e nel potenziamento delle capacità di accoglienza. Progressi sono stati registrati anche sul fronte dei trasferimenti dei richiedenti asilo verso lo Stato competente e nell’attivazione del nuovo meccanismo di solidarietà, grazie alla prima riserva annuale istituita dal Consiglio.
Permangono tuttavia alcune aree critiche che richiedono ulteriori interventi, tra cui il completamento del nuovo sistema Eurodac per la raccolta dei dati biometrici, la realizzazione delle infrastrutture necessarie per gli accertamenti e le procedure di frontiera, misure più efficaci contro la fuga e i movimenti secondari, oltre alla piena applicazione delle garanzie giuridiche e dei controlli sui diritti fondamentali. La data del 12 giugno 2026 segnerà l’avvio formale dell’applicazione del Patto, ma la Commissione sottolinea che quello sarà solo un passaggio intermedio: il lavoro dovrà proseguire anche oltre per assicurare un sistema davvero funzionante e resiliente. A sostegno dell’attuazione, Bruxelles ha mobilitato 3 miliardi di euro e continua a collaborare con agenzie europee come Frontex, EUAA, Europol ed eu-LISA. Nel frattempo, la strategia europea più ampia sulla migrazione mostra già alcuni risultati: nel 2025 gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’UE sono diminuiti del 26% rispetto all’anno precedente, anche grazie al rafforzamento della cooperazione con i Paesi terzi.
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