Libia: l’operazione Irini si prepara ad entrare in una nuova fase politica e operativa

Mag 28, 2026 - 00:26
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Libia: l’operazione Irini si prepara ad entrare in una nuova fase politica e operativa

La missione aero-navale europea Irini si prepara a entrare in una nuova fase operativa e politica dopo la scadenza, il 25 maggio, di una parte del quadro giuridico delle Nazioni Unite che autorizza le ispezioni marittime legate all’embargo sulle armi verso la Libia. La questione è stata rilanciata negli ultimi giorni da diversi media internazionali, dal quotidiano greco “Kathimerini” fino al portale “Libya Review”, mentre in Italia il tema è stato affrontato anche da “Il Foglio”, che ha parlato di un progressivo “svuotamento” dell’operazione europea sul dossier libico. Secondo quanto riferito da “Kathimerini”, Grecia e Francia – Paesi che nel 2016 avevano promosso la risoluzione Onu 2292 sulle ispezioni navali – avrebbero deciso di non chiedere il rinnovo annuale del mandato, anche per evitare possibili tensioni al Consiglio di Sicurezza e il rischio di un veto da parte di alcuni membri permanenti. La missione, tuttavia, continuerà a operare regolarmente come missione europea. Sul piano tecnico, il quadro è più articolato di quanto emerso nel dibattito pubblico. Il 25 novembre 2025 il Consiglio di Sicurezza aveva infatti rinnovato per sei mesi, attraverso la risoluzione 2804, il regime di ispezioni relativo all’embargo sulle armi verso la Libia previsto dalla risoluzione 2292 del 2016. Separatamente, il 14 aprile scorso, la risoluzione 2819 aveva prorogato fino al primo agosto il quadro giuridico relativo alle attività di contrasto al traffico illecito di prodotti petroliferi, sulla base della precedente risoluzione 2146 del 2014. Si tratta di due piani distinti, spesso sovrapposti nel dibattito mediatico. Irini nasce infatti come missione europea di sicurezza marittima focalizzata principalmente sull’attuazione dell’embargo sulle armi verso la Libia, principale obiettivo definito dopo la Conferenza di Berlino del 2020. Fin dalla sua creazione, tuttavia, la missione ha affiancato al “core task” relativo all’embargo anche una serie di compiti secondari, tra cui il monitoraggio del traffico illecito di prodotti petroliferi, la raccolta di informazioni sulle reti di traffico di esseri umani, il rafforzamento delle capacità delle autorità marittime libiche e il miglioramento della “maritime situational awareness” nel Mediterraneo centrale. Negli ultimi anni, anche alla luce della guerra in Ucraina e della crescente attenzione europea alla sicurezza energetica e marittima, queste componenti hanno progressivamente assunto un peso operativo e strategico crescente all’interno della missione.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.