Marocco-Nigeria: firmato un accordo regionale sul gasdotto africano atlantico da 6.800 chilometri

Lug 22, 2026 - 00:06
Lug 21, 2026 - 07:09
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Marocco-Nigeria: firmato un accordo regionale sul gasdotto africano atlantico da 6.800 chilometri

I capi di Stato e di governo della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas), riuniti oggi a Freetown, in Sierra Leone, hanno assistito alla firma dell’Accordo intergovernativo (Iga) che disciplina lo sviluppo del Gasdotto africano atlantico (African Atlantic Gas Pipeline, Aagp) tra Nigeria e Marocco. L’intesa sancisce l’adesione degli Stati membri della Cedeao al progetto strategico, promosso dal re del Marocco Mohammed VI e dall’ex presidente nigeriano Muhammadu Buhari, con il sostegno dell’attuale presidente Bola Ahmed Tinubu. L’infrastruttura, sviluppata dall’Ufficio nazionale degli idrocarburi e delle miniere del Marocco (Onhym) e dalla Nigerian National Petroleum Company Limited (Nnpc Ltd.), avrà una lunghezza di circa 6.800 chilometri e collegherà il gas naturale nigeriano al Marocco, per poi connettersi alla rete europea attraverso il gasdotto Maghreb-Europa. La firma dell’accordo rappresenta un passaggio fondamentale in vista delle prossime fasi del progetto, che prevedono la costituzione della società di progetto, con sede a Casablanca, e dell’autorità di governance del gasdotto (Pipeline Higher Authority), che sarà invece basata ad Abuja. Successivamente saranno avviate la mobilitazione degli investitori e la preparazione della decisione finale d’investimento. Il percorso sarà completato con la firma dell’accordo da parte del Marocco e della Mauritania, Paesi non membri della Ecowas, durante una successiva cerimonia alla presenza del presidente della Nigeria. Una volta completato, il gasdotto attraverserà tredici Paesi della costa atlantica africana. L’infrastruttura avrà una capacità di trasporto di 30 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno, dei quali fino a 15 miliardi potranno essere destinati al Marocco e all’Europa, mentre il restante volume alimenterà i mercati regionali dell’Africa occidentale. Il costo complessivo dell’opera è stimato in circa 25 miliardi di dollari (circa 21,5 miliardi di euro). L’obiettivo è creare un mercato regionale integrato del gas naturale, sostenere la produzione di energia elettrica, favorire l’industrializzazione e valorizzare le risorse naturali del continente. L’entrata in funzione dei primi tratti è prevista all’inizio del prossimo decennio. Secondo Onhym e Nnpc, gli studi tecnici, ambientali e di ingegneria sono stati completati, consentendo al progetto di entrare progressivamente nella fase di sviluppo operativo. Oltre alla sua funzione energetica, il gasdotto africano atlantico punta a diventare un corridoio di sviluppo in grado di rafforzare l’integrazione economica e la competitività dei Paesi dell’Africa occidentale, consolidando la sicurezza energetica del continente come leva di sovranità, crescita industriale e prosperità condivisa.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.