Nato: al via la missione 'Sentinella dell’est' per proteggere i confini orientali
Proteggere i partner dell’Alleanza più esposti alla minaccia russa, questo è l’obiettivo della missione “sentinella dell’est” annunciata ieri dal segretario della Nato, Mark Rutte. Sul tavolo anche l’istituzione di una “no fly zone”, una sorta di zona cuscinetto tra Polonia, Ucraina e Bielorussia. Si tratta di una chiara risposta alla violazione dello spazio aereo polacco compiuta giovedì scorso con 19 droni russi che il governo di Varsavia considera non accidentale. Ancora più esplicita l’Ucraina, secondo la quale l’incursione dei droni russi in Polonia è stata “una cinica provocazione”, non “un errore tecnico o un segnale Gps mancato”.
Nel frattempo, l’Ue ha convocato gli inviati di Mosca e Minsk e il commissario europeo alla Difesa, il lituano Andrius Kubilius, e ha lanciato un allarme senza mezzi termini: “Penso che la Russia stesse semplicemente testando le capacità non solo della Polonia, ma di tutta la Nato e dell’Ue. Voleva capire come avremmo reagito e come siamo in grado di proteggerci”. L’Alta Rappresentante per la Politica estera europeo, Kaja Kallas, ha annunciato nuove sanzioni sul petrolio russo. Sulla stessa linea il segretario al tesoro Usa, Scott Bessent, che ha chiesto ai Paesi del G7 di imporre dazi a chi acquista petrolio dalla Russia. “La pazienza con Putin si sta esaurendo rapidamente” ha poi avvertito Trump in un’intervista.
Intanto ha preso il via l’esercitazione congiunta tra Russia e Bielorussia, sul Baltico e sul Mare di Barents, nell’exclave costiera di Kaliningrad. “I quartier generali delle forze armate di Bielorussia e Russia hanno iniziato a pianificare azioni congiunte per distruggere gruppi di sabotaggio e ricognizione nell’ambito delle esercitazioni Zapad-2025”, ha riferito il ministero della Difesa russo aggiungendo che militari russi e bielorussi stanno esercitandosi in missioni di interazione nella pianificazione e conduzione di azioni congiunte per bloccare e distruggere formazioni armate illegali. Previsti, secondo alcune indiscrezioni, anche test sulle procedure decisionali relative al movimento e al potenziale utilizzo di testate nucleari.
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