Tunisia: il Festival di Cartagine celebra 60 anni con l’italiana Rondò Veneziano, The Jacksons e grandi stelle arabe

Lug 9, 2026 - 00:54
Lug 9, 2026 - 15:35
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Tunisia: il Festival di Cartagine celebra 60 anni con l’italiana Rondò Veneziano, The Jacksons e grandi stelle arabe

La Tunisia si prepara ad accendere i riflettori su uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi del Mediterraneo. Dal 16 luglio al 19 agosto il teatro romano di Cartagine ospiterà la 60esima edizione del Festival Internazionale di Cartagine, manifestazione simbolo della diplomazia culturale tunisina che quest’anno proporrà 20 serate – 19 concerti e uno spettacolo teatrale – con un cartellone che coniuga grandi nomi della musica araba e internazionale, valorizzazione della scena artistica nazionale e apertura al dialogo interculturale. Con un budget di circa 3,5 milioni di dinari tunisini (circa 1,03 milioni di euro), il festival punta a confermare il proprio ruolo di piattaforma culturale regionale e internazionale. Tra gli appuntamenti internazionali di maggiore richiamo della 60esima edizione della kermesse figura il concerto dell’orchestra italiana Rondò Veneziano, in programma il 4 agosto. La formazione fondata nel 1979 dal compositore e direttore d’orchestra Gian Piero Reverberi rappresenta uno dei progetti musicali italiani di maggior successo internazionale, capace di vendere oltre 25 milioni di dischi nel mondo grazie a uno stile che fonde la musica barocca veneziana con sonorità pop e contemporanee.

Nata dalla collaborazione tra Reverberi e l’etichetta Baby Records con l’obiettivo di valorizzare giovani musicisti formati nei conservatori italiani, Rondò Veneziano ha rivoluzionato il panorama musicale europeo proponendo un originale dialogo tra la tradizione classica e gli arrangiamenti moderni. L’ensemble, oggi composto da circa trenta musicisti tra accompagnatori e solisti, si distingue per l’impiego di strumenti classici e per un repertorio ispirato ai grandi compositori del periodo barocco e romantico, reinterpretati attraverso una scrittura orchestrale contemporanea. Dopo il grande successo discografico degli anni Ottanta, che ha preceduto l’attività concertistica avviata nei primi anni Novanta, Rondò Veneziano è diventato un fenomeno internazionale grazie a spettacoli che uniscono musica, scenografie e costumi ispirati alla Venezia del Settecento. L’identità artistica dell’orchestra nasce dalla volontà del maestro Reverberi di riportare al centro della scena il suono degli strumenti acustici in un periodo dominato dalla musica elettronica, creando un linguaggio musicale accessibile a un pubblico trasversale senza rinunciare al rigore della tradizione classica. Il programma del Festival internazionale di Cartagine è stato presentato nel corso di una conferenza stampa ospitata al Museo del cristianesimo delle origini di Cartagine, dove la direttrice generale della Fondazione nazionale per lo sviluppo dei festival e delle manifestazioni culturali e artistiche, Hind Al Muqrani, ha illustrato le linee guida di un’edizione che pone particolare attenzione agli artisti tunisini, al dialogo tra generazioni e alla promozione della diversità culturale. L’apertura, il 16 luglio, sarà affidata a Saber Rebai con lo spettacolo “Sotto il gelsomino”. Per il celebre cantante tunisino si tratta di un ritorno altamente simbolico: il suo debutto sul palco di Cartagine risale al 1994 e da allora ha collezionato oltre venti esibizioni nell’antico anfiteatro, diventando uno degli artisti più rappresentativi della manifestazione. Uno dei tratti distintivi della sessantesima edizione è il ritorno di numerose figure storiche della musica araba. La cantante siriana Mayada El Hennawy tornerà infatti a Cartagine dopo ventuno anni di assenza, esibendosi il 6 agosto insieme all’artista egiziano Mohamed Khairy in un concerto dedicato al repertorio del Qudud Halabiya, il tradizionale patrimonio musicale della città di Aleppo. Lo spettacolo sarà accompagnato dall’Orchestra Nazionale Tunisina diretta dal maestro Youssef Balhani. Atteso anche il ritorno della star del raï algerino Cheb Khaled, assente dal festival dal 2016, che salirà sul palco il 18 luglio. A chiudere la manifestazione, il 19 agosto, sarà invece la cantante libanese Magida El Roumi, che tornerà a esibirsi a Cartagine dopo l’ultima apparizione del 2018 accompagnata da una grande orchestra composta da 55 musicisti. Tra gli eventi più attesi figura la prima assoluta del cantante britannico di origine azera Sami Yusuf sul palcoscenico di Cartagine. L’artista, noto a livello internazionale per il suo repertorio che fonde spiritualità, musica classica e sonorità orientali, si esibirà il primo agosto insieme a 53 musicisti provenienti da oltre trenta Paesi. Secondo gli organizzatori, Yusuf avrebbe accettato di ridurre il proprio cachet per consentire la realizzazione dello spettacolo nel rispetto del budget del festival, confermando il particolare interesse per un’esibizione in uno dei siti archeologici più prestigiosi del Mediterraneo. Tra le prime partecipazioni figurano anche il cantante egiziano Thamer Ashour, in programma l’8 agosto, e la popstar libanese Elissa, che incontrerà il pubblico tunisino il 15 agosto. La sessantesima edizione renderà inoltre omaggio al legame tra la Tunisia e Michael Jackson. Per celebrare il trentunesimo anniversario della visita del “Re del Pop” nel Paese nordafricano, il 20 luglio sarà ospitata l’esibizione dei The Jacksons, il gruppo formato dai fratelli dell’artista statunitense. L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione della memoria della storica visita del cantante in Tunisia, recentemente raccontata anche in una produzione cinematografica tunisina. Ampio spazio sarà dedicato anche alla produzione artistica nazionale. Sette appuntamenti saranno interamente riservati ad artisti tunisini, tra spettacoli collettivi e concerti individuali, oltre alla rappresentazione teatrale della commedia sociale “Al-Qarhamana” di Moez Al-Toumi. Il regista ha annunciato che quello di Cartagine sarà il suo ultimo lavoro teatrale per motivi di salute, definendo l’esibizione nell’antico teatro “un motivo di orgoglio e il coronamento di un lungo percorso artistico”. Il festival celebrerà inoltre alcune delle principali ricorrenze nazionali. Il 25 luglio, in occasione della Festa della Repubblica, sarà proposto lo spettacolo “Una patria nell’amore degli innamorati”, diretto da Youssef Balhani e interpretato da artisti appartenenti a diverse generazioni della scena musicale tunisina, tra cui Alia Belaid, Ghazi Ayadi, Chahrazad Helal, Sofiane Zaidi, Malika Charni e Mariem Noureddine. Pochi giorni prima, il 22 luglio, l’Orchestra Sinfonica Tunisina presenterà “Symphonyes 60. Sessant’anni di musica tunisina”, sotto la direzione di Chadi Garfi. Il programma include anche un omaggio alla Giornata nazionale della donna tunisina, il 13 agosto, con un concerto di Nabiha Karaouli, oltre alle esibizioni di Yousra Mahnouch e Amina Fakhet. Sul fronte internazionale, Cartagine conferma la propria vocazione multiculturale ospitando artisti provenienti da diversi continenti. Il 23 luglio salirà sul palco la cantante beninese Angélique Kidjo, mentre il 30 luglio sarà la volta del Balletto Andaluso di Flamenco con lo spettacolo “La Terra Benedetta”. Particolare attenzione sarà riservata anche alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. L’11 agosto andrà in scena “Folklore dal mondo”, spettacolo che riunirà compagnie artistiche provenienti da Tunisia, Libia, Malta, Cina e Giappone in un percorso dedicato a musiche popolari, danze tradizionali, costumi e rituali, proseguendo un’iniziativa avviata nella precedente edizione. Accanto agli spettacoli artistici, il festival conferma anche la propria dimensione sociale. Il 2 agosto è infatti previsto un concerto benefico dell’artista libanese Rayan, il cui ricavato sarà destinato ai malati di cancro. Secondo gli organizzatori, la maggior parte degli spettacoli selezionati proviene da una procedura di valutazione che ha preso in esame 77 progetti artistici, a testimonianza dell’elevato interesse suscitato dalla manifestazione, che da sessant’anni rappresenta uno dei principali strumenti attraverso cui la Tunisia promuove la propria identità culturale e consolida la propria apertura verso le grandi espressioni artistiche del mondo.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.