Piantedosi: “La guerra rischia di finire nelle piazze, monitoriamo 28.000 siti”

Mar 10, 2026 - 00:35
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Piantedosi: “La guerra rischia di finire nelle piazze, monitoriamo 28.000 siti”

“Io mi auguro che questo conflitto finisca presto, sia per un fatto di per sé ragionevole, ma me lo auguro da ministro dell’Interno: la storia ci insegna che la protrazione di queste divisioni in qualche modo si trasferisce nel dibattito pubblico e successivamente anche nelle manifestazioni di piazza, anche con espressioni non sempre facilmente” gestibili. E’ l’auspicio del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a Bologna per un evento organizzato dalla Lega nell’ambito della campagna per il sì al referendum sulla giustizia. “Siamo stati un governo da una parte un pizzico sfortunato: non so quante volte sia successo che dopo tre anni e mezzo abbiamo incrociato tre grandi conflitti alle porte di casa nostra, con tutto quello che ricade anche in termini ad esempio per quello che è la gestione dell’ordine pubblico”, osserva il ministro. “Fare prevenzione che è sempre il mestiere più difficile del mondo perché ci viene chiesto di fare una un’attività di immaginazione di quello che può succedere”, prosegue. Dunque, è necessario “prevedere e individuare dei luoghi sensibili, dei luoghi che possono essere oggetto di ritorsioni da parte del terrorismo di matrice jihadista e islamista, che si nutre anche delle attività dei cosiddetti lupi solitari che possono far azioni dimostrative”, spiega, confermando che sono stati individuati 28.000 siti sensibili sul territorio nazionale. L’altro fronte in cui il ministero è impegnato è “prestare attenzione a quelle che sono le evoluzioni della discussione pubblica: abbiamo un’esperienza che col tempo questi conflitti e le ragioni che ci sono dietro si trasformano in forme di contrapposizione radicale che si trasferiscono sulla piazza. Avete visto il movimento cosiddetto Pro-Pal anche in una città come Bologna, anche quando si giocava una semplice partita di basket”. Dunque, “questo è il vero tema, per cui stiamo seguendo questa evoluzione e stiamo cercando di fare in modo di monitorare e di intercettare tutti i fenomeni, a partire da alcune manifestazioni che sono state programmate”, come quella organizzata il 28 marzo “dai movimenti antagonistici, che sono poi sempre quelli che contrapponendosi a tutto cercano di imbracciare queste vicende”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.