Polonia: cresce il numero dei portavoce diocesani laici, l’ultimo caso nella diocesi di Świdnica
In Polonia cresce, anche se resta minoritario, il numero di diocesi che affidano la comunicazione ufficiale a giornalisti e professionisti laici. L’esempio più recente arriva dalla diocesi di Świdnica, nel sud-ovest del Paese, dove il vescovo Marek Mendyk ha nominato il giornalista ed editore Krzysztof Kotowicz nuovo portavoce diocesano: assumerà l’incarico il primo agosto, succedendo a don Przemysław Pojasek, che lo ha svolto per quattro anni. In un messaggio su Facebook, Kotowicz ha descritto il nuovo incarico come “una missione ecclesiale”. “La Chiesa, Corpo mistico di Cristo, attende una Veronica dei nostri tempi”, ha scritto, riferendosi alla necessità di mostrare al mondo il volto di Cristo e il suo “sguardo d’amore”. Esperienze analoghe sono già presenti in altre diocesi polacche: a Płock il ruolo è affidato a donne laiche da oltre sedici anni, dal 2025 con Ilona Krawczyk-Krajczyńska; a Białystok la portavoce è la teologa Teresa Margańska; a Wrocław l’incarico è stato affidato per la prima volta a un laico, Maciej Rajfur, nell’ottobre 2024; a Sosnowiec dirige l’Ufficio stampa, dal luglio 2025, Dominika Bem. Secondo un’analisi dell’agenzia polacca Agencja Informacyjna, la presenza di portavoce laici aiuta a far percepire la voce della Chiesa non solo come quella di un’istituzione clericale, ma come quella di una comunità composta da tutti i battezzati, favorendo il dialogo tra vescovi, sacerdoti, giornalisti e osservatori esterni.
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