Regno Unito: gli afgani coinvolti nella fuga di dati fanno causa al ministero della Difesa
Circa mille cittadini afgani coinvolti nella grave fuga di dati dal ministero della Difesa britannico hanno avviato le prime azioni legali contro il governo di Londra, temendo ritorsioni da parte dei talebani dopo la diffusione dei loro nomi. Lo ha riferito il quotidiano “Financial Times”. Lo studio legale Barings ha inviato al ministero della Difesa una “lettera prima dell’azione legale”, chiedendo un risarcimento di almeno 50 mila sterline (56,9 mila euro) a persona, per un totale di circa 50 milioni di sterline (circa 60 milioni di euro). Secondo l’avvocato Robert Whitehead, “era responsabilità del ministero proteggere quei dati”, ed esistono prove di uccisioni ed estorsioni ai danni di persone presenti nel database o dei loro familiari.
La violazione riguarda i dati personali di circa 25 mila afgani che avevano chiesto il trasferimento nel Regno Unito, oltre a informazioni su agenti dell’Mi6 – l’agenzia di intelligence estera del Regno Unito – e forze speciali, trapelati per errore nel 2022 e scoperti solo nel 2023. Il caso è stato coperto per quasi due anni da una super-ingiunzione che ha imposto il silenzio ai media. Il governo ha creato un programma segreto di ricollocamento, grazie al quale oltre 7.300 persone sono arrivate o arriveranno nel Regno Unito, ma il programma è stato chiuso a luglio. Una successiva revisione governativa ha ridimensionato il rischio, sostenendo che la minaccia talebana fosse “molto meno acuta” di quanto inizialmente valutato.
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