Regno Unito: Lammy rompe con Starmer sulla nomina di Mandelson, cresce lo scontro interno ai laboristi

Feb 11, 2026 - 00:03
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Regno Unito: Lammy rompe con Starmer sulla nomina di Mandelson, cresce lo scontro interno ai laboristi

Il vicepremier britannico David Lammy ha preso le distanze dal primo ministro Keir Starmer dopo che alcune persone a lui vicine hanno rivelato che l’ex ministro degli Esteri aveva sconsigliato la nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore negli Stati Uniti, a causa dei suoi legami con Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense morto nel 2019 dopo essere stato condannato per reati sessuali. Secondo quanto riportato dal quotidiano “The Telegraph”, Lammy è il primo ministro del governo a rompere apertamente con Starmer, il cui futuro viene descritto come in bilico a causa dello scandalo che coinvolge Mandelson. Gli stessi alleati sostengono che, quando Lammy era ministro degli Esteri, avrebbe preferito prorogare l’incarico di Karen Pierce come ambasciatrice, considerata ben collegata con la cerchia ristretta del presidente Donald Trump. Fonti legate ad Angela Rayner, ex vicepremier e figura di spicco del Labour, hanno riferito che anche lei era contraria alla nomina di Mandelson. Fonti vicine a Starmer, sempre citate dal “Telegraph”, affermano che il primo ministro sarebbe “devastato” e starebbe valutando se andare avanti dopo lo scandalo, mentre cresce il numero di deputati laboristi che chiede un cambio al vertice. Ieri, secondo il quotidiano britannico, i gruppi riconducibili ai due principali pretendenti alla leadership sarebbero entrati in uno “scontro aperto”, segnando l’inizio di una battaglia per il controllo del partito. Mandelson è intanto oggetto di un’indagine della polizia per verificare se abbia o meno commesso il reato di abuso d’ufficio: secondo il “Telegraph”, i file su Epstein rilasciati dal dipartimento di Giustizia statunitense mostrerebbero che avrebbe divulgato informazioni, incluse notizie in grado di influenzare i mercati, nel pieno della crisi finanziaria dei primi anni Duemila, quando al governo a Londra c’era il premier Gordon Brown. Giusto ieri Brown ha dichiarato all’emittente televisiva “Bbc” che la premiership di Starmer si trova in una situazione “grave” e che il premier è stato “troppo lento” prima di “fare la cosa giusta”: deve “fare pulizia” oppure i laboristi “pagheranno un prezzo elevato”. All’interno del partito, peraltro, l’aria è tutt’altro che serena: alleati di Wes Streeting, ministro della Sanità e fra i principali candidati ad assumere la leadership al posto di Starmer, hanno accusato la corrente vicina a Rayner di “cercare sfacciatamente di sfruttare” lo scandalo Epstein “per i propri interessi politici”. L’entourage di Rayner ha replicato che l’amicizia del ministro della Sanità con Mandelson rappresenta un “fattore di rischio” e mette in dubbio l’opportunità di una sua futura leadership, richiamando anche la prossima pubblicazione di migliaia di documenti governativi relativi alla corrispondenza di Mandelson quando era ambasciatore negli Stati Uniti. Un alleato di Rayner ha dichiarato: “A dire il vero, se fossi Wes, sarei preoccupato per ciò che potrebbe emergere da questa divulgazione… Può darsi che non ci sia nulla di sconvolgente, ma molti miei colleghi probabilmente ci penserebbero due volte prima di sostenerlo in questa fase: è un rischio”. Un’altra fonte citata dal “Telegraph” ha sostenuto che i deputati che stanno agendo “con la bava alla bocca” per portare Streeting a Downing Street sarebbero dei “folli”, e questo perché “è stato danneggiato” dai suoi legami con Mandelson. Dall’altra parte, una fonte vicina a Streeting ha respinto le accuse, affermando che i “piccoli aiutanti” di Rayner stanno agendo con l’obiettivo di distrarre l’attenzione dal suo “scandalo fiscale”, questione che l’ha costretta a lasciare l’incarico di vicepremier lo scorso settembre. La stessa fonte ha aggiunto che Streeting “non è affatto preoccupato” per gli ulteriori documenti che potrebbero essere rilasciati in merito al caso Epstein e che il rapporto con Mandelson sarebbe stato “ampiamente esagerato”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.