Scontri a Torino dopo il corteo per Askatasuna: almeno 29 poliziotti feriti
Torino si è risvegliata dopo una lunga notte di tensione che ha riacceso il confronto politico nazionale sulla sicurezza e sull’ordine pubblico. Gli scontri esplosi a margine della manifestazione in solidarietà al centro sociale Askatasuna hanno portato a feriti tra le forze dell’ordine, scene di guerriglia urbana e una raffica di reazioni da parte delle istituzioni, fino al Quirinale. Di fronte alle immagini di un poliziotto accerchiato e colpito con spranghe e martelli, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di aggressioni violente mirate a colpire lo Stato e chi lo rappresenta. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito gli antagonisti un pericolo per la democrazia, mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato Piantedosi per esprimere solidarietà all’agente ferito. Nella tarda serata di ieri il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio si è recato all’ospedale Molinette insieme al ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo e ad altri esponenti politici. Qui hanno incontrato il poliziotto rimasto ferito durante gli scontri a Torino. Cirio ha riferito che l’agente è in piedi e in condizioni non gravi, aggiungendo che, secondo dati ancora provvisori, sono oltre trentuno gli operatori delle forze dell’ordine che hanno dovuto ricevere cure mediche. Secondo quanto ricostruito, durante il corteo per Askatasuna alcuni manifestanti hanno lanciato bombe carta, mentre la polizia ha risposto con lacrimogeni per contenere la situazione. Piantedosi ha ribadito che quanto avvenuto a Torino dimostra chi rappresenta un rischio per la convivenza civile, puntando il dito contro gli antagonisti legati ai centri sociali occupati. Dalla Lega a Forza Italia, i partiti di maggioranza accusano la sinistra di legittimare o minimizzare episodi di violenza. Il vicepremier Matteo Salvini ha definito “delinquenti” i militanti di Askatasuna e ha chiesto arresti, sgomberi e un’accelerazione sul nuovo pacchetto sicurezza. Antonio Tajani ha confermato che il governo sta lavorando a nuove norme, mentre Piantedosi ha annunciato che il provvedimento sarà discusso già la prossima settimana. Tra le misure allo studio torna a farsi strada anche l’ipotesi del fermo preventivo di 12 ore per soggetti considerati pericolosi. In serata è arrivata anche la presa di posizione della segretaria del Partito democratico Elly Schlein. Le immagini provenienti da Torino sono state definite inqualificabili e la violenza giudicata senza attenuanti. Schlein ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine e auspicato che i responsabili delle aggressioni vengano individuati rapidamente. Secondo le ricostruzioni, gli antagonisti hanno atteso il calare del buio per staccarsi dal corteo nazionale e tentare di forzare i cordoni della polizia. È in quel momento che la situazione è degenerata in diversi punti del quartiere Vanchiglia, zona dove Askatasuna aveva sede prima dello sgombero del 18 dicembre. Gruppi di autonomi e anarchici hanno lanciato bottiglie, pietre, fumogeni e razzi artigianali, mentre le forze dell’ordine hanno risposto con idranti, lacrimogeni e cariche di alleggerimento. Durante il faccia a faccia, durato oltre un’ora e mezza, sono stati incendiati cassonetti e anche un mezzo blindato della polizia, poi spento dagli stessi agenti. Nelle strade sono volati oggetti di ogni tipo, dalle sedie dei locali chiusi ai pali stradali divelti. Nel caos è stato aggredito un poliziotto, colpito anche con un martello, e sono rimasti feriti anche Bianca Leonardi e il suo filmaker della troupe Rai di “Far West”. Sono almeno 29 gli agenti feriti secondo i dati ufficiali.
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