Striscia di Gaza: Oxfam, “la ricostruzione fallirà se imposta dall’alto”. Appello all’Italia per un cambio di linea politica

Lug 28, 2026 - 00:26
Lug 26, 2026 - 08:14
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Striscia di Gaza: Oxfam, “la ricostruzione fallirà se imposta dall’alto”. Appello all’Italia per un cambio di linea politica

“Qualsiasi piano per la ricostruzione di Gaza è destinato a fallire, indipendentemente dalla cifra che sarà stanziata, se verrà imposto dall’alto senza il coinvolgimento delle istituzioni locali, della società civile e degli attori economici palestinesi”. Lo afferma Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, commentando il nuovo rapporto dell’organizzazione dedicato alla ripresa della Striscia. Secondo Oxfam, la ricostruzione dovrà partire dal riconoscimento delle responsabilità di Israele e da una profonda inversione di rotta della comunità internazionale. “Quanto accaduto negli ultimi vent’anni è lampante – osserva Pezzati –. Dopo le guerre del 2008-2009, del 2014 e del 2021 il costo della ricostruzione ammontava complessivamente a 10 miliardi di dollari, ma ogni piano è stato soffocato dal blocco ininterrotto di Israele, dall’insufficienza dei finanziamenti e dal susseguirsi delle offensive militari. Chi aspettava di tornare a casa dopo il conflitto del 2014 ha visto andare tutto nuovamente in cenere con l’ultima guerra”. Da qui l’appello lanciato attraverso la campagna “Palestina, tutti i diritti riservati”, con cui Oxfam chiede al Governo italiano “un cambio di linea politica, anche in sede europea”, a sostegno di un processo di ricostruzione inclusivo e capace di coinvolgere non solo Gaza, ma anche la Cisgiordania e Gerusalemme Est. “I dati del rapporto non sono il frutto del destino – aggiunge Pezzati –. Sono l’occupazione e il blocco illegali da parte di Israele, insieme all’impunità di cui gode, a produrre lo stesso risultato, guerra dopo guerra. Gli Stati, inclusa l’Italia, che hanno armato o coperto direttamente o indirettamente la distruzione di Gaza hanno precise responsabilità e devono contribuire alla riparazione dei danni”. Per Oxfam i costi della guerra non sono soltanto economici. “Questa guerra ha cancellato ciò che nessuna valutazione può quantificare: il sistema educativo, quello culturale e l’assistenza pubblica, oltre ad aver inquinato l’ambiente e disgregato il tessuto sociale e comunitario”. L’organizzazione propone quindi un quadro quinquennale di ricostruzione fondato sul “diritto inalienabile del popolo palestinese di decidere del proprio presente e del proprio futuro”, respingendo modelli che affidino la gestione di Gaza a un’amministrazione internazionale transitoria. In vista della prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite e delle conferenze dei Paesi donatori, Oxfam chiede alla comunità internazionale di trasferire immediatamente l’amministrazione di Gaza ai palestinesi, rimuovere il blocco e le restrizioni che hanno ostacolato ogni precedente ricostruzione, garantire l’accertamento delle responsabilità per quanto avvenuto nella Striscia e sostenere un percorso politico che conduca alla fine dell’occupazione e all’autodeterminazione palestinese. “Il rapporto parte dall’ascolto di ciò che la popolazione di Gaza vuole e immagina per il proprio futuro – conclude Pezzati –. Potrà avere successo solo se quella voce verrà realmente ascoltata”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.