Trump fa rotta su Cuba

Mag 26, 2026 - 00:46
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Trump fa rotta su Cuba

i mancava solo Cuba. Mentre la guerra in Iran testa congelata – nonostante i tentativi di mediazione portati avanti dagli Stati dell’area del Golfo – e in Ucraina la situazione tende a peggiorare giorno dopo giorno, l’amministrazione di Donald Trump ha deciso di mandare segnali inequivocabili in direzione dell’isola caraibica. Da oltre sessant’anni spina del fianco di tutte le presidenze Usa, Cuba è ormai allo stremo. Un inferno in terra, lì dove ci sarebbero tutte le condizioni per vivere in paradiso. Non c’è più nulla, l’economia è ridotta allo stato di baratto e si contano i minuti in cui è ancora possibile usufruire dell’elettricità. Anche tirar su un muro risulta un problema a tratti insormontabile. Tutto questo è figlio del fallimento storico del socialismo realizzato (e delle sanzioni), una volta perso prima l’appoggio sovietico e poi via via di tutti gli alleati in chiave anti americana. Ultimo in ordine di tempo, il Venezuela di Maduro. Cuba potrebbe essere un frutto maturo (più che altro marcio) pronto a cadere nelle mani di Trump. Eppure, come detto, si forza la mano: il gruppo da battaglia della portaerei Nimitz minaccia direttamente il piccolo, ma storico avversario. Si fa balenare una soluzione alla venezuelana, un colpo di mano per catturare i vertici e sostituirli con figure minori pronte a venire a patti con Washington pur di mantenere il potere. Quello che è accaduto a Caracas con la ex delfina del deposto dittatore Maduro, Delcy Rodriguez, diventata in una notte la migliore amica di Donald Trump. Magari non accadrà nulla, nonostante l’incriminazione dell’ultranovantenne Raúl Castro, fratello minore e successore di Fidel. Magari il regime imploderà e l’isola – ridotta in uno stato pietoso – implorerà l’aiuto del grande nemico. Magari si alzerà pian piano la tensione, perché tutto questo risponde a un’urgenza dell’amministrazione americana: distrarre almeno per un po’ dal nulla di fatto nei due conflitti in cui gli Stati Uniti o non riescono a spingere per la pace o non riescono a costringere alla resa un nemico formalmente battuto.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.