Libia: Boulos cerca la sponda a Misurata, ma la città pone condizioni al piano Usa
La visita lampo dell’inviato Usa Massad Boulos nella Libia occidentale ha avuto il suo passaggio più significativo non a Tripoli, ma a Misurata, la “Sparta libica” indispensabile per i più delicati equilibri del Paese nordafricano. In poche ore, il consigliere del presidente statunitense Donald Trump per gli Affari arabi e africani ha incontrato i vertici politici, istituzionali ed economici della Tripolitania, dal premier Abdulhamid Dabaiba al membro del Consiglio presidenziale Musa al Koni, dal ministro dell’Interno Emad Trabelsi al governatore della Banca centrale Naji Issa, fino ai vertici della Corte dei conti e della National Oil Corporation. Ma è nella città portuale, tradizionale baricentro militare e commerciale della Tripolitania, che l’iniziativa americana per una nuova intesa politica libica ha trovato il suo primo vero banco di prova. Boulos ha definito “un piacere” il suo primo incontro con i leader municipali di Misurata, affermando di aver ascoltato le loro aspirazioni per il futuro della Libia. In un messaggio diffuso su X, il consigliere statunitense ha ribadito che gli Stati Uniti sono impegnati a sostenere gli sforzi libici per raggiungere “unità, prosperità e pace duratura”. Il passaggio più rilevante, tuttavia, riguarda il processo elettorale. Secondo Boulos, Misurata è una città in cui il confronto sulle idee fa parte del tessuto sociale e i suoi rappresentanti eletti conoscono direttamente cosa serva per organizzare elezioni municipali di successo. Con loro, ha aggiunto, Washington ha discusso il “pieno sostegno” americano agli sforzi libici per arrivare a un consenso su un percorso che consenta di tenere elezioni nazionali credibili. La scelta di partire da Misurata non è casuale. La città è una delle principali potenze della Libia occidentale e resta un attore indispensabile per la tenuta di qualsiasi accordo che riguardi Tripoli. Le sue brigate hanno avuto un ruolo decisivo nella guerra del 2019-2020 contro l’offensiva lanciata dal generale Khalifa Haftar sulla capitale e continuano a rappresentare un elemento centrale negli equilibri militari della Tripolitania. Per questo, un’intesa tra i vertici delle due famiglie politiche oggi più esposte nel dialogo con Washington — il campo di Dabaiba a ovest e quello di Haftar a est — rischierebbe di restare fragile senza un consenso almeno parziale della città. Il clima intorno alla visita conferma la delicatezza del passaggio. Nella notte precedente all’arrivo di Boulos, gruppi di cittadini si erano radunati davanti all’aeroporto internazionale di Misurata per protestare contro la possibile presenza del consigliere statunitense e contro qualsiasi intesa percepita come imposta dall’esterno. La mobilitazione era arrivata dopo le notizie sugli incontri ospitati a La Valletta, dove Boulos avrebbe favorito colloqui tra Ibrahim Dabaiba, consigliere per la sicurezza nazionale del governo di Tripoli, e Saddam Haftar, vicecomandante delle forze dell’est guidate dal generale Khalifa Haftar. Secondo ricostruzioni di stampa, un secondo incontro avrebbe coinvolto anche Abdulsalam al Zoubi, sottosegretario alla Difesa del Governo di unità nazionale. Dopo l’incontro con Boulos, gli anziani e i notabili di Misurata hanno fissato paletti precisi. In una dichiarazione, hanno ribadito il rifiuto di qualsiasi percorso che conduca alla “militarizzazione dello Stato” e hanno sottolineato che ogni soluzione deve passare da un quadro costituzionale chiaro, non da una “stretta intesa politica” o da accordi capaci di riprodurre la crisi. Hanno inoltre chiesto al consigliere statunitense di presentare i punti della sua iniziativa o una bozza scritta, in modo da poterla discutere e valutare. Secondo quanto riferito da media libici, Boulos avrebbe risposto che non esiste ancora un testo scritto né punti definitivi, spiegando che la fase attuale è dedicata all’ascolto delle diverse parti libiche e alla raccolta di proposte e osservazioni. Saranno le visioni e i principi condivisi, avrebbe precisato, a costituire la base dell’iniziativa nelle fasi successive. Dopo Misurata, la missione si è spostata a Tripoli, dove Boulos ha incontrato il premier Dabaiba alla presenza del sottosegretario alla Difesa Zoubi. Secondo la piattaforma governativa “Hakomitna”, il colloquio ha riguardato gli sviluppi politici ed economici in Libia, il coordinamento bilaterale e il rafforzamento della cooperazione tra i due Paesi. Il consigliere statunitense ha poi visto il membro del Consiglio presidenziale Musa al Koni, con cui ha discusso degli ultimi sviluppi politici e delle iniziative per sostenere il consenso nazionale, la stabilità, l’unità e la sovranità della Libia. Sul fronte della sicurezza, Boulos è stato ricevuto anche dal ministro dell’Interno Emad Trabelsi, in un incontro dedicato al rafforzamento della cooperazione bilaterale in materia di sicurezza e al coordinamento su dossier di interesse comune. Alla missione hanno preso parte anche il funzionario del dipartimento di Stato Kyle Liston e il chargé d’affaires degli Stati Uniti in Libia, Jeremy Berndt. Il capitolo economico è stato altrettanto centrale. Boulos ha incontrato il governatore della Banca centrale, Naji Issa, il presidente della Corte dei conti, Khaled Shakshak, e il presidente della Noc, Masoud Suleiman, per discutere degli sviluppi finanziari ed economici del Paese. Al centro del colloquio, secondo la Banca centrale, vi sono stati il sostegno alla stabilità economica, il rafforzamento della performance istituzionale e la tutela della sostenibilità delle risorse nazionali. I partecipanti hanno ribadito il sostegno all’indipendenza della Banca centrale e delle istituzioni sovrane, definita una base essenziale per preservare la stabilità monetaria e finanziaria, e hanno espresso appoggio all’accordo sul bilancio unificato, chiedendone l’attuazione piena da parte di tutte le componenti libiche. Il sostegno americano è stato rinnovato anche alla Noc, con riferimento alla necessità di garantire stabilità e continuità alla produzione petrolifera, principale risorsa strategica dell’economia nazionale.
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