Tunisia: il futuro dei minerali al centro di un’intensa opera di revisione legislativa

Lug 30, 2025 - 00:08
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Tunisia: il futuro dei minerali al centro di un’intensa opera di revisione legislativa

Il futuro dei fosfati e delle risorse naturali della Tunisia è al centro di un’intensa opera di revisione legislativa. La ministra dell’Industria, delle Miniere e dell’Energia della Tunisia, Fatma Thabet Chiboub, ha presieduto oggi un incontro sulla revisione del Codice minerario, che ha riunito alti funzionari del ministero, il direttore generale dell’Ufficio nazionale delle miniere (Onm), membri del comitato di revisione e rappresentanti delle aziende operanti nel settore. La riunione ha permesso di raccogliere aspettative e suggerimenti. Al centro del dibattito, le principali problematiche legate alle attività di ricerca ed esplorazione, essenziali per sbloccare il pieno potenziale minerario del Paese. L’attuale Codice è stato emanato nel 2003, quando il settore minerario è stato separato da quello degli idrocarburi, che in precedenza erano soggetti alla stessa legislazione (decreti del 1948 e 1953). La necessità di questa revisione è profonda e risponde direttamente alle esigenze costituzionali. Come sottolineato dalla ministra Chiboub, il nuovo testo dovrà allinearsi alla Costituzione di luglio 2022. In particolare, l’articolo 16 della Costituzione tunisina richiede che tutti gli accordi e i contratti riguardanti le risorse naturali siano ratificati sia dall’Assemblea dei rappresentanti del popolo che dal Consiglio nazionale delle regioni e dei distretti, le due camere parlamentari. Un passo decisivo per garantire la supremazia costituzionale e affermare la piena sovranità dello Stato sulle sue ricchezze naturali. La revisione odierna va oltre, puntando a unificare il quadro giuridico, rivedere il sistema fiscale e doganale e affrontare le questioni fondiarie, ambientali e sociali con un’ottica di sviluppo sostenibile. Questo è particolarmente rilevante in un Paese come la Tunisia, dove lo sfruttamento minerario, storicamente, ha avuto un impatto significativo sull’ambiente e sulla salute pubblica, come testimonia la storica attività di estrazione dei fosfati. Il settore minerario tunisino vanta una lunga tradizione, testimoniata dalla Compagnie des phosphates et des chemins de fer de Gafsa, fondata nel 1897 e nazionalizzata nel 1976 quando ha preso l’attuale nome di Compagnia dei fosfati di Gafsa. Oggi, questo comparto rimane un pilastro dell’economia, con 60 aziende di ricerca e 47 di sfruttamento (di cui 10 estere), generando oltre 25.000 posti di lavoro. Il Codice minerario tunisino non solo disciplina le concessioni, le condizioni di estrazione e le modalità di trasporto e commercializzazione, ma è anche uno strumento fondamentale per la gestione dell’impatto ambientale e sociale. Le “polveri inquinanti pervasive” nelle aree di estrazione sono un monito costante dell’urgenza di una normativa più stringente e consapevole. La ministra Chiboub ha esortato a un coordinamento intensificato tra tutte le parti coinvolte per completare il progetto di revisione nel più breve tempo possibile. L’obiettivo è forgiare un testo legislativo solido che possa fungere da vero motore per lo sviluppo del settore minerario tunisino, proiettandolo verso un futuro più trasparente, efficiente e sostenibile.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.