UCRAINA, LA CORTE UE CONFERMA LE SANZIONI CONTRO IL REGISTRO MARITTIMO RUSSO, MA ANNULLA IL RITIRO DEL RICONOSCIMENTO
Il Tribunale dell’Unione europea ha confermato stamane la maggior parte delle misure restrittive adottate dal Consiglio nei confronti del Registro marittimo russo, organizzazione interamente controllata dallo Stato russo e con sede a San Pietroburgo. Le sanzioni erano state introdotte dopo l’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022 e comprendono il divieto di investimenti e di qualsiasi transazione con l’organizzazione. È stato inoltre vietato l’accesso ai porti e alle chiuse dell’Unione europea alle navi da essa certificate. Il Tribunale ha ritenuto che queste misure siano proporzionate all’obiettivo di esercitare pressioni sulla Russia affinché ponga fine all’aggressione contro l’Ucraina, ma ha annullato la decisione di revocare il riconoscimento europeo del Registro come organismo autorizzato a effettuare ispezioni e certificazioni navali. Secondo i giudici, la revoca totale è sproporzionata, poiché la semplice sospensione del riconoscimento avrebbe consentito di raggiungere lo stesso obiettivo con conseguenze meno gravose. La sentenza chiarisce inoltre che il Consiglio può adottare misure nell’ambito della politica estera e di sicurezza comune anche quando queste incidono direttamente sulla posizione giuridica di soggetti interessati.
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