Venezuela, governo e opposizione insieme per sbloccare 31 tonnellate d'oro a Londra
Un accordo fuori dall'ordinario riunisce governo e opposizione venezuelana attorno a un obiettivo comune: recuperare le 31 tonnellate d'oro depositate nei caveau del Banco d'Inghilterra, dove i lingotti sono bloccati da quasi otto anni. Le due parti hanno raggiunto un'intesa per lavorare insieme allo sblocco degli asset, al centro da tempo di una complessa controversia giudiziaria. Il Regno Unito, infatti, ha smesso di riconoscere il governo venezuelano nel 2018, impedendo di fatto a Caracas di accedere alle riserve custodite a Londra. Secondo un comunicato congiunto diffuso mercoledì dalle delegazioni, il denaro ottenuto dalla liberazione dell'oro dovrebbe essere destinato alla ricostruzione delle aree devastate dai terremoti del 24 giugno, che hanno provocato più di 6.000 vittime secondo gli ultimi bilanci. Case, scuole e ospedali: così verrebbero utilizzati i fondi Ramón López, deputato della delegazione dell'Assemblea nazionale eletta nel 2015 che partecipa ai negoziati, ha spiegato che lo sblocco delle riserve sarà accompagnato da un sistema di controlli e da una pianificazione dettagliata. L'obiettivo è destinare le risorse soprattutto a abitazioni, strutture sanitarie e scuole nelle zone maggiormente colpite dal sisma. I fondi, secondo López, verrebbero trasferiti su conti del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e sottoposti alla verifica di società internazionali. Una condizione pensata per garantire trasparenza nell'utilizzo delle risorse. Il deputato ha inoltre negato che l'intesa sull'oro sia legata alla riforma del Tribunale Supremo di Giustizia. Quest'ultimo tema è comunque sul tavolo dei negoziati, insieme al rafforzamento del sistema giudiziario e di quello elettorale.
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