Andy Burnham ci sa fare coi social

Ago 11, 2026 - 00:21
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Andy Burnham ci sa fare coi social

Quando due settimane fa Andy Burnham è diventato il nuovo primo ministro britannico, sul sito del governo sono comparse offerte di lavoro per una decina di nuove posizioni nell’ufficio della Comunicazione, tutte per i social media. È un approccio diverso da quello ingessato dal suo predecessore Keir Starmer, del Partito Laburista come Burnham: i primi risultati sono positivi e si sono visti anzitutto nei numeri dei contenuti. I social erano stati centrali fin dall’inizio nell’operazione politica di Burnham e nella costruzione di un’immagine pubblica distante da quella di Starmer e del politico di professione, nonostante anche Burnham lo sia. Per stile e frequenza, i video di Burnham sono stati inevitabilmente paragonati a quelli del sindaco di New York Zhoran Mamdani, ormai diventati un genere replicato da moltissimi politici, anche in Italia. Uno dei primi video di Burnham è una citazione evidente: bussa sulla fotocamera, come in uno molto noto di Mamdani, per annunciare una riduzione delle bollette alle famiglie. Anche se l’ispirazione è evidente, nei video successivi lo staff di Burnham sembra avere trovato un modo per fare video alla Mamdani senza limitarsi a imitare l’originale, ma cercando di valorizzare i tratti distintivi di Burnham e sfruttandone la spigliatezza. È ovvio che sono video costruiti, ma Burnham è bravo a non farlo vedere. Spesso parla direttamente nella videocamera filmandosi da solo, un accorgimento che dà un maggiore senso di spontaneità. Lo staff di Burnham ha giocato molto sulla sua reputazione di uomo del nord e alla mano, che era stata il ritornello della campagna per la leadership dei Laburisti. Burnham era il sindaco dell’area metropolitana di Manchester, nel nord dell’Inghilterra, e secondo questa narrazione può capire meglio i problemi reali delle persone perché si è tenuto per anni lontano dai circoli politici di Londra. In un video Burnham parte dai vari modi in cui nell’inglese regionale si può chiamare un panino (nel suo è barm) per promettere un trasferimento di poteri alle amministrazioni locali. Il video qui sotto, filmato dalla sede distaccata del governo che ha aperto a Manchester e dove lavora un giorno alla settimana, è particolarmente riuscito: Burnham fa un tour della stanza, un format popolare tra gli influencer, ma poi c’è un finto incidente in cui viene inquadrato un monitor su cui ci sono video tutorial su come fare il tè più buono. È un inside joke, un riferimento scherzoso a chi riconosce la situazione. In un’intervista infatti Burnham aveva raccontato che versa il latte, con la bustina già nella tazza, prima dell’acqua calda. È un po’ l’equivalente britannico dell’ananas sulla pizza: una cosa che fa sicuramente discutere, visto quanto gli inglesi tengono alle ricette del tè, ma innocua politicamente. Tra le altre cose, il video non si dilunga sul provvedimento – la nuova sede – ma lo mostra mentre costruisce un siparietto divertente. Burnham ha fatto almeno un video per ognuna delle misure che ha annunciato nelle sue prime due settimane al governo, soprattutto per ridurre il costo della vita, che è la priorità più avvertita dagli elettori. Gli annunci sono stati parecchi, per suggerire un cambio di passo rispetto a Starmer, e quindi lo sono stati anche i video. Ci sono anche quelli di recap con le cose fatte questa settimana. Un altro esempio è il video in cui Burnham assaggia e fa la classifica degli snack insieme al ministro delle Finanze John Healey, con cui ha appena annunciato uno sgravio fiscale per i pub. Ci sono anche contenuti che non puntano a divertire, più centrati su una proposta politica senza rinunciare alle meccaniche dei social. In quello sotto Burnham illustra una riforma per rilanciare l’istruzione tecnica con in mano un cricchetto mentre è in visita a una fabbrica. Inizia dicendo: «L’AI potrà anche fare una tesina, una bozza di contratto o una presentazione con le slide, ma non costruire i treni come fanno qui». Visualizza questo post su Instagram L’efficacia e l’assiduità dei post hanno rapidamente portato Burnham a essere il leader politico britannico più seguito sui social dopo Nigel Farage, il capo del partito di destra populista Reform UK che ci ha puntato prima degli altri. Partiva da una buona base ma, per citare un dato solo, in due settimane ha quadruplicato i follower su TikTok (ora sono più di 452mila). Burnham, che era noto soprattutto nel nord dell’Inghilterra e tra gli impallinati di politica, aveva bisogno di farsi conoscere alla svelta. Sono passati pochi mesi tra quando si è tornato a parlare di lui a quand’è diventato primo ministro.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.