Francia: sventato un attentato jihadista a Lille, incriminato un trentenne
Un uomo di circa 30 anni è stato incriminato in Francia e posto in custodia cautelare per “associazione per delinquere terroristica criminale” nell’ambito di un’inchiesta su un attentato jihadista in fase di preparazione a Lille. Lo riferisce “Bfmtv”, citando fonti giudiziarie. L’uomo è sospettato di aver partecipato a scambi su una chat Telegram filo-jihadista insieme a due adolescenti radicalizzati di 16 anni, arrestati a febbraio nel Dipartimento del Nord perché sospettati di aver pianificato un’azione terroristica contro un centro commerciale o una sala concerti di Lille. Secondo l’emittente, l’indagine ha avuto un nuovo sviluppo dopo l’analisi dei telefoni dei due minorenni, che ha permesso agli investigatori di individuare una conversazione Telegram nella quale una decina di persone discutevano di sharia e jihadismo. La foto del profilo del canale raffigurava Sami Amimour, uno degli attentatori del Bataclan. Martedì 19 maggio tre nuovi sospetti sono stati fermati e condotti nei locali della Direzione generale della sicurezza interna a Levallois-Perret: il più giovane, arrestato a Vincennes, ha 17 anni. Due degli indagati sono stati rilasciati senza conseguenze al termine della custodia, mentre il terzo, il trentenne, è stato deferito davanti al magistrato istruttore, incriminato e posto in detenzione provvisoria secondo le richieste della Procura nazionale antiterrorismo. “Un uomo maggiorenne è stato deferito oggi davanti al magistrato istruttore, incriminato per partecipazione a un’associazione per delinquere terroristica criminale e posto in custodia cautelare”, ha riferito a “Bfmtv” una fonte giudiziaria. Secondo una fonte vicina al dossier, il trentenne ha negato durante l’interrogatorio qualsiasi volontà di compiere un’azione jihadista sul territorio francese, sostenendo che gli scambi su Telegram non costituivano, a suo avviso, un reale appello a commeettere azioni violente. La Procura nazionale antiterrorismo aveva già riferito a febbraio che uno dei due adolescenti arrestati nutriva “una forma di fascinazione per la propaganda e le figure jihadiste” e aveva riconosciuto di aver progettato un’azione violenta. Lo stesso minore, secondo la Procura nazionale antiterrorismo francese (Pnat), mostrava “un interesse certo per gli esplosivi” e aveva ammesso di aver acquistato prodotti chimici per effettuare test di combustione nella propria abitazione. Secondo una fonte vicina all’inchiesta, avrebbe iniziato a preparare Tatp, un esplosivo artigianale ad alto potenziale, con prodotti chimici e con l’aiuto di un chatbot, e prevedeva di rubare un’arma da fuoco. Il secondo adolescente era invece, secondo l’accusa, informato dei progetti e sospettato di aver contribuito a rafforzare le convinzioni radicali violente del coetaneo. Secondo gli inquirenti, l’attentato era ancora nella fase preparatoria.
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