In Israele è stallo politico dopo il voto: maggioranza ancora lontana

Nov 5, 2026 - 00:31
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In Israele è stallo politico dopo il voto: maggioranza ancora lontana

Dopo l'inizio delle consultazioni, non sembra ancora alle viste in Israele una chiara via d'uscita allo stallo politico provocato dal risultato elettorale di martedì scorso. Nonostante la rinnovata offerta di un appoggio esterno arrivata a Gadi Eisenkot dai partiti arabi, non c'è una chiara maggioranza. I media israeliani riferiscono di contatti in corso tra i diversi partiti, con proposte di incarichi a chi potrebbe avere i voti utili per governare. Come Avigdor Liberman, che ha ottenuto 6 seggi: il leader di Yisrael Beytenu ha raccontato di diverse telefonate per prospettargli il posto di presidente della Camera. L'opposizione punta a cacciare l'attuale leader della Knesset, Amir Ohana, quando si insedieranno i nuovi deputati il 10 novembre. E chiamate hanno avuto anche neoparlamentari di Yashar, la formazione di Eisenkot, da ministri e colleghi del Likud che spera di strappare all'opposizione abbastanza nomi da mettere insieme una maggioranza sostenibile. "C'è isteria nel Likud", ha ironizzato il partito in una nota. Il blocco guidato dal Likud del premier Benjamin Netanyahu si è assicurato solo 53 dei 120 seggi della Knesset, esito che ha consentito al fronte anti-governativo di rivendicare con i suoi 67 deputati la vittoria, ma di fatto senza numeri sufficienti a ottenere un incarico. La coalizione sionista di Gadi Eisenkot ha avuto 48 seggi, mentre gli altri 19 sono andati ai partiti arabi con cui, finora almeno, è stata esclusa una maggioranza. Ahmad Tibi, numero due della Lista comune araba, ha confermato che il suo partito è pronto a mettere i suoi 11 voti a disposizione dei partiti anti-Netanyahu ma senza entrare nell'esecutivo. Ieri ha visto il presidente dei Democratici, Yair Golan, insieme con il leader della lista Yousef Jabareen. I tre, hanno riferito i media israeliani, hanno concordato di discutere modi per collaborare. Eisenkot ha ribadito che intende formare "un ampio governo sionista" e che chiunque "è un potenziale partner", a patto che accetti quattro condizioni imprescindibili, tra cui riconoscere Israele come uno Stato ebraico e Hamas come un'organizzazione terroristica. L'ex generale ha visto già Liberman. E Yair Lapid, socio con Naftali Bennett di "Insieme", che ha ottenuto 12 seggi, per "coordinare le prossime mosse", ha riferito l'ex premier. Nell'incertezza generale, c'è una cosa che Eisenkot ha messo in chiaro: userà i suoi voti per fermare Netanyahu. "La maggioranza dei cittadini israeliani, con un margine di oltre mezzo milione di voti, ha votato contro il governo del 7 ottobre e a favore del cambiamento", ha ricordato. Il primo giro di consultazioni inizierà mercoledì, con il presidente Isaac Herzog che ha chiesto a tutti di presentarsi "con mente aperta". Il primo incarico di formare il governo potrebbe essere affidato già a fine settimana o all'inizio della prossima. Quando Israele potrebbe essere di nuovo in guerra con l'Iran.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.