La stagione del teatro di Roma riparte dal Valle: il 16 ottobre si alza sipario dopo 12 anni

Giu 16, 2026 - 00:06
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La stagione del teatro di Roma riparte dal Valle: il 16 ottobre si alza sipario dopo 12 anni

Dodici anni dopo la sua chiusura, il sipario del teatro Valle di Roma tornerà finalmente ad alzarsi. Il 16 ottobre Roma ritroverà uno dei suoi luoghi simbolo della scena culturale, inaugurando la nuova stagione del teatro di Roma con “Sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello, l’opera che proprio al Valle debuttò nel 1921 cambiando la storia del teatro contemporaneo. Un ritorno che si inserisce in una stagione di ampia portata: il teatro di Roma presenta infatti un programma di oltre 90 titoli tra produzioni, coproduzioni e ospitalità, con circa venti spettacoli dedicati alle nuove generazioni e una forte apertura internazionale. L’annuncio è arrivato questa mattina dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, nel corso della presentazione ufficiale della stagione 2026-2027 del teatro di Roma, alla presenza anche del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, del presidente della Fondazione Teatro di Roma Francesco Siciliano, del direttore artistico Luca De Fusco e di Lea Giamattei, direttrice junior under 35, che ha illustrato il nuovo festival dedicato alla danza contemporanea. “Il 16 ottobre riapre il teatro Valle, un lavoro di restauro straordinario, un teatro storico importantissimo”, ha detto Gualtieri. “Un evento importante non solo per la città di Roma e per l’Italia, ma per tutta Europa. Riaprirà con i ‘Sei personaggi in cerca d’autore’ e poi avrà una programmazione di grandissima qualità all’interno della nuova stagione del teatro di Roma”, ha aggiunto il primo cittadino. Gualtieri ha poi ricordato l’investimento economico sostenuto dall’amministrazione capitolina: “Questo lavoro è anche stato un impegno economico per l’amministrazione, doveroso ma significativo. Parliamo di 11 milioni di risorse di Roma Capitale che sono state investite per riaprire il teatro Valle. Il 16 ottobre è una data compatibile con la chiusura del cantiere”. A sottolineare il valore simbolico e istituzionale della riapertura è stato anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha evidenziato il clima di collaborazione costruito negli ultimi anni tra Comune e Regione. “C’è un segnale dietro a questa crescita che è la grande e leale collaborazione istituzionale che c’è stata in questi anni – ha affermato -. È una delle cose che credo abbia dato la dimensione. Io e il sindaco abbiamo occasioni diverse per poterci confrontare. Siamo testimoni entrambi sul fatto che sulla cultura noi abbiamo marciato su una sintonia enorme perché è una infrastruttura del Paese, è ciò che rende uniti. È uno degli aspetti su cui non vi si dovrebbe mai dividere, ma collaborare per far sì che l’offerta sia accessibile a tutti, ampliandola”. Rocca ha inoltre ricordato il lavoro svolto sulla stabilizzazione del personale e il sostegno economico garantito dalla Regione: “Abbiamo lavorato sulla stabilizzazione del personale, perché se non c’è la dignità del lavoro e il rispetto delle maestranze poi i risultati faticano ad arrivare. Il teatro Valle era in programma ed è arrivato finalmente questo momento straordinariamente atteso a cui abbiamo anche contribuito finanziariamente. Non mi sono mai tirato indietro. Continueremo a sostenere il teatro di Roma per emendare sempre più il teatro un elemento per la costruzione di una cultura della pace”. La stagione 2026-2027 segna una profonda ridefinizione dell’identità del teatro di Roma, che sotto la direzione artistica di Luca De Fusco si presenta come un sistema policentrico distribuito su quattro palcoscenici, ciascuno con una propria vocazione artistica. Il teatro Argentina sarà il luogo del grande teatro di regia e del confronto tra tradizione e avanguardia; il teatro India continuerà a essere laboratorio di sperimentazione e nuove drammaturgie; il teatro Torlonia custodirà una dimensione più intima e narrativa; mentre il ritrovato teatro Valle diventerà il centro della parola contemporanea. Per Francesco Siciliano, presidente del Teatro di Roma, la nuova stagione rappresenta molto più di un semplice cartellone teatrale: “la nuova stagione del teatro di Roma non è solo un cartellone di spettacoli, ma il compimento di un progetto culturale che restituisce allo stabile la sua statura di istituzione d’eccellenza, nazionale e internazionale. La riapertura dello storico teatro Valle, dopo 12 anni di attesa, rappresenta in questo senso un punto di svolta”. Siciliano ha poi rivendicato la crescita economica e occupazionale della Fondazione: “Ho iniziato il mio lavoro qui con un budget 12 milioni, oggi lavoriamo con una cifra che è intorno ai 20 milioni. Il nostro lavoro è aumentato in maniera importante. Roma è in parte anche il suo teatro. Abbiamo davanti a noi una strada ampia e importante. Saranno tantissimi spettacoli. Nell’anno passato abbiamo assunto più di 40 persone, la maggior parte delle quali erano precarie”. Per il direttore artistico Luca De Fusco, “la stagione che presentiamo ha dimensioni imponenti. Il numero di sale, spettacoli, rassegne collaterali, tournée nazionali e internazionali non ha precedenti nella storia del teatro di Roma. Se siamo in grado di presentarla al pubblico si deve al sostegno dei nostri soci, che hanno di molto aumentato i finanziamenti al teatro anno dopo anno, al ministero, che pure stenta fino a ora a prendere atto della grande crescita dell’attività della Fondazione e non fa crescere parallelamente la nostra sovvenzione, all’arrivo di nuovi sostegni privati”. Il direttore artistico ha inoltre ricordato come il Teatro di Roma sarà attivo per tutto l’anno, senza pause estive, grazie alle rassegne diffuse tra Ostia, India e Torlonia. La rinascita del teatro Valle sarà il simbolo più evidente di questa nuova fase. La storica sala punterà soprattutto sulla drammaturgia contemporanea, affidandosi a una pluralità di voci artistiche. L’inaugurazione vedrà Francesco Piccolo rievocare la celebre “prima” pirandelliana, mentre il cartellone ospiterà artisti come Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni con “Escaped Alone” di Caryl Churchill, Silvia Costa con “Memoria di ragazza” di Annie Ernaux e Daria Deflorian con “Che dolore terribile è l’amore” tratto da Han Kang. Al teatro Argentina dominerà invece il grande repertorio diretto da maestri della scena, con il dittico firmato da Luca De Fusco dedicato all’ossessione e al desiderio: “Otello” di Shakespeare e “Peccato che fosse una sgualdrina” di John Ford. Il teatro India continuerà a esplorare i linguaggi del presente e le tensioni sociali contemporanee, affidandosi a una nuova generazione di artisti. Tra i titoli annunciati figurano “Gli elefanti nella stanza” di Francesca Astrei e “The Body of an American” di Dan O’Brien diretto da Jacopo Gassmann. Più intimo il percorso del teatro Torlonia, che sceglie la dimensione della prossimità e della memoria con spettacoli come “Racconti romani” diretto da Danilo Capezzali. Grande attenzione sarà riservata anche alla danza contemporanea con “Capitale Danza”, festival che nel maggio 2027 porterà negli spazi del Teatro di Roma alcune delle realtà coreografiche più importanti del panorama internazionale, tra cui il coreografo francese Mehdi Kerkouche con “Portrait” e la prestigiosa Batsheva Dance Company con “Momo”. Accanto alle produzioni troverà spazio una ricca sezione di ospitalità che attraverserà tutti i teatri dello Stabile. Al Valle arriveranno, tra gli altri, Ruggero Cappuccio con “Casanova dell’infinita fuga”, Gabriele Lavia con “Dopo la prova” e Alessandro Gassmann con “Stato contro Nolan”. All’Argentina si alterneranno invece Roberto Andò, Stefano Massini, Leonardo Lidi ed Emma Dante, in un dialogo continuo tra memoria, potere e identità contemporanea. Ma il progetto del Teatro di Roma non si limiterà al palcoscenico. La nuova stagione si propone infatti anche come un grande laboratorio di cittadinanza e partecipazione culturale, con visite-spettacolo, incontri divulgativi e percorsi dedicati alla storia, alla psiche, alla memoria e al ruolo delle donne nella cultura italiana. Tra gli appuntamenti previsti figurano “Luce sull’archeologia”, “Tra psiche e mito”, “Che ne sarà di noi?” e “Il Teatro Valle: trecento anni di spettacoli”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.