Sudan, come l'economia alimenta la guerra civile e cosa c'entra la gomma arabica

Lug 19, 2026 - 00:02
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Sudan, come l'economia alimenta la guerra civile e cosa c'entra la gomma arabica

Le fazioni in guerra in Sudan traggono profitto dal controllo delle risorse del Paese. Secondo le Nazioni Unite, l'economia bellica contribuisce ad alimentare il conflitto e mina i diritti umani. Per finanziare i costi crescenti delle operazioni militari, le parti in conflitto fanno affidamento sul controllo e lo sfruttamento del territorio, delle rotte commerciali e delle materie prime. Questo alimenta un conflitto che è diventato "sempre più auto-alimentato", ha affermato l'Alto commissariato Onu per i diritti umani (Ohchr). La guerra tra l'esercito sudanese e le forze paramilitari Rapid Support Forces (Rsf) è scoppiata ad aprile 2023. Secondo alcune stime avrebbe già causato 200 mila vittime e 11 milioni di sfollati, spingendo diverse aree del Sudan verso la fame e la carestia. L'Ohchr ha chiesto alle parti in guerra e alle aziende coinvolte nella filiera delle materie prime sudanesi di garantire il rispetto del diritto internazionale. "La vasta ricchezza di risorse naturali del Sudan dovrebbe andare a beneficio della sua popolazione", ha dichiarato l'Alto commissario ONU per i diritti umani, Volker Türk. "È inquietante constatare che oggi sta accadendo l'esatto contrario. Di fatto, questa ricchezza finisce per minare i diritti umani e alimentare il conflitto, causando dolore e sofferenze su scala enorme. Questa economia di guerra deve essere smantellata e la comunità internazionale deve prestare molta più attenzione alle materie prime e alle rotte commerciali che contribuiscono a mantenerla in vita".

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.