Trump: “Mi piacerebbe vedere un’Irlanda unita”. Il Regno Unito: “Ci atteniamo all’Accordo del Venerdì Santo”

Sep 14, 2026 - 00:51
 0  22
Trump: “Mi piacerebbe vedere un’Irlanda unita”. Il Regno Unito: “Ci atteniamo all’Accordo del Venerdì Santo”

Pause Unmute Seek to live, currently behind liveLIVE Remaining Time -1:09 Picture-in-Picture Fullscreen Il Regno Unito “si atterrà al 100 per cento” all’Accordo del Venerdì Santo. Lo ha fatto sapere un portavoce di Downing Street dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che “gli piacerebbe vedere” un’Irlanda unita. L’unificazione della Repubblica d’Irlanda con l’Irlanda del Nord, che fa parte del Regno Unito, “sarebbe una cosa fantastica”, ha affermato Trump. Il leader della Casa Bianca ha premesso di non voler creare problemi, perché si tratta di “amici da entrambe le parti”, e che “il Regno Unito avrà ovviamente qualcosa da ridire al riguardo”; tuttavia, ha ammesso che gli piacerebbe vedere l’Irlanda “riunificata” e di ritenere che un’Irlanda unita “prima o poi si realizzerà”. Il portavoce di Downing Street ha richiamato le parole pronunciate mercoledì scorso alla Camera dei comuni dal primo ministro britannico, Andy Burnham, secondo il quale la questione di un referendum sul confine spetta al ministro per l’Irlanda del Nord, da indire “quando vi sarà un chiaro consenso nel Paese: quando l’opinione pubblica sarà mutata al punto da rendere necessaria una valutazione in merito”. L’Accordo del Venerdì Santo – che pose fine al conflitto trentennale in Irlanda del Nord noto come i “Troubles” – consente al ministro per l’Irlanda del Nord di indire un referendum sul confine qualora appaia probabile che la maggioranza della popolazione nordirlandese voti a favore dell’unificazione con la Repubblica d’Irlanda. Un referendum di questo tipo vedrebbe i cittadini dell’Irlanda del Nord chiamati a scegliere se rimanere parte del Regno Unito o unirsi alla Repubblica d’Irlanda. Anche il Partito unionista democratico (Dup) dell’Irlanda del Nord ha commentato le parole di Trump. Secondo il leader della formazione unionista, Gavin Robinson, “il futuro costituzionale dell’Irlanda del Nord sarà deciso dalla popolazione nordirlandese, non da commenti provenienti da Londra, Dublino o Washington”. “L’Irlanda del Nord fa parte del Regno Unito perché questa è la volontà democratica consolidata della sua popolazione. Sono certo che l’Irlanda del Nord continuerà a scegliere il Regno Unito e la sicurezza che esso offre. Come unionisti, non abbiamo alcun interesse a vedere il nostro Paese distrutto attraverso l’unione con la Repubblica d’Irlanda”, ha scritto Robinson in un messaggio su X. Le dichiarazioni di Trump “non dovrebbero sorprendere nessuno”. Lo ha riferito un portavoce del primo ministro irlandese, Micheal Martin. “Nel corso degli anni, il presidente ha mantenuto una posizione coerente, ritenendo l’unità dell’Irlanda l’esito ottimale. Ha espresso questo punto di vista al Taoiseach (il primo ministro irlandese) durante gli ultimi due anni alla Casa Bianca e, quest’anno, a Capitol Hill. Il Taoiseach ha riferito al presidente di guidare un partito favorevole all’unità dell’Irlanda. Ha inoltre illustrato l’attività dell’iniziativa ‘Shared Island’ (isola condivisa) e l’importanza di creare comunità più solide ed esperienze condivise sull’isola”, si legge in una nota del portavoce. Il premier “ha sottolineato la significativa esperienza dell’Irlanda nella risoluzione dei conflitti, maturata grazie al processo di pace, e come tale esperienza possa essere messa a frutto in Medio Oriente o in altre aree di conflitto. Il presidente Trump è ben consapevole della violenza del conflitto in Irlanda del Nord e dell’importanza della pace. Il Taoiseach ha reso omaggio alle diverse amministrazioni statunitensi per il ruolo svolto nel processo di pace e nel contribuire alla realizzazione dell’Accordo del Venerdì Santo”, prosegue la nota. “Il Taoiseach ha delineato i tre ambiti di relazione alla base dell’Accordo del Venerdì Santo: il rapporto tra Gran Bretagna e Irlanda, il rapporto tra Nord e Sud e il rapporto tra le due tradizioni presenti nel Nord. Ha sottolineato che la collaborazione sinergica tra i governi britannico e irlandese è stata un fattore chiave per il raggiungimento della pace”, ha concluso il portavoce. Trump è stato ricevuto dal primo ministro irlandese Martin a Farmleigh House. In precedenza, il leader Usa ha incontrato la presidente irlandese Catherine Connolly presso la residenza di Aras an Uachtarain. I due omologhi sono entrati nell’edificio per alcuni minuti prima di uscirne nuovamente per l’esecuzione degli inni nazionali statunitense e irlandese. Successivamente, Trump ha passato in rassegna un picchetto d’onore militare. Secondo quanto riferito dall’emittente irlandese “Rte”, la presidente Connolly ha offerto una serie di doni all’omologo Usa, tra cui una croce di Santa Brigida intrecciata con giunchi, un’edizione della Navigatio Sancti Brendani (Il viaggio di San Brendano) e una raccolta di poesie dell’autore Michael Longley. Sia l’incontro con la presidente, sia quello con il premier Martin sono incontri di cortesia, giacché Trump non è in Irlanda in visita di Stato ufficiale. Il capo dello Stato Usa, infatti, è atterrato questa mattina all’aeroporto di Dublino per partecipare nel fine settimana a un torneo di golf al Trump International Links di Doonbeg, in Irlanda occidentale. Il campo da golf appartiene alla Trump Organization dal 2014. Con l’Irlanda c’è una “relazione fantastica”, anche se “meno vantaggiosa” per gli Stati Uniti, ha detto Trump nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa dopo il colloquio odierno con Micheal Martin. “Abbiamo parlato di molte cose”, ha detto il leader della Casa Bianca, sottolineando che i colloqui sono stati positivi. Trump, inoltre, ha minimizzato riguardo alla contestazione che lo ha accolto al suo arrivo a Dublino, parlando di una “protesta amichevole”. Nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa, Trump ha affermato di credere che la guerra tra gli Stati Uniti e l’Iran finirà “molto presto”. “Probabilmente subito dopo le elezioni di metà mandato”, ha aggiunto. “I prezzi del petrolio crolleranno quando ciò accadrà”, ha assicurato. Il leader della Casa Bianca, inoltre, ha ribadito che “l’Iran non può avere un’arma nucleare” e che Teheran “vuole un accordo”. In relazione all’attacco degli Houthi contro l’oleodotto est-ovest dell’Arabia Saudita, il presidente ha dichiarato che “tutto si risolverà per il meglio”.

Qual è la tua reazione a questa notizia?

like

dislike

love

funny

angry

sad

wow

Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.